22-12-2014 ore 16:21 | Cronaca - Sergnano
di Angelo Tagliani

Elevata sensibilità sismica, Regione nega alla Stogit l'autorizzazione alla sovrappressione a Sergnano

La Regione ha negato l'autorizzazione alla sovrappressione dello Stoccaggio gas alla Società Stoccaggi Gas Italia (Stogit). Come si legge nel documento redatto dalla Giunta regionale (integrale in allegato), la richiesta della Stogit “riguarda l'esercizio di una attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo anche a pressione superiore a quella iniziale del giacimento in area con elevata sensibilità sismica, senza che siano state indicate le opportune correlazioni possibili tra sismicità indotta ed esercizio delle sovrappressioni tali da prevedere il non manifestarsi di fenomeni rilevanti per la tutela delle popolazioni interessate”.

 

La richiesta di Stogit

Il 2 aprile 2010 la Stogit ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico, una richiesta di autorizzazione all’ampliamento della capacità di stoccaggio del giacimento di Sergnano, con un incremento della pressione di esercizio fino pari anche al 105% della pressione statica di fondo originaria, che comporta un maggiore stoccaggio di gas utile (Working Gas) pari a circa 300 milioni di metri cubi di gas naturale, corrispondente ad un incremento di circa il 15% della capacità di stoccaggio .

 

Tra 1.100 e 1.500 metri

Il volume di stoccaggio è compreso fra le quote a profondità dal piano campagna comprese fra 1.100 e 1.500 metri ed è stato utilizzato sin dal 1965 da ENI per sperimentare la fattibilità dello stoccaggio di metano, con cicli irregolari di iniezione ed estrazione; dal 1982, dopo la fase sperimentale, si sono attuati cicli regolari di stoccaggio nei quali è stata raggiunta una pressione massima di circa 140 bar(sa), corrispondente a circa il 90% della pressione iniziale.

 

Ghiaie e sabbie

Il giacimento è costituito da una sequenza principale all’interno della quale si distinguono due sottolivelli: il livello, costituito prevalentemente da ghiaie (Ghiaie di Sergnano) e il livello costituito prevalentemente da sabbie; il campo è stato messo in produzione primaria dal 1954 fino al 1965, anno in cui è stato convertito allo stoccaggio di gas naturale. Attualmente i pozzi attivi impiegati per lo stoccaggio sono 36 suddivisi in quattro cluster, mentre altri due pozzi sono utilizzati come pozzi spia e uno per la rieniezione delle acque di produzione e trattamento.

 

Il terremoto del maggio 2012

Il 15 ottobre 2012 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i beni culturali e ambientali ha espresso giudizio positivo, subordinatamente al rispetto delle prescrizioni in esso contenute, circa la compatibilità ambientale del progetto di ampliamento della capacità di stoccaggio a Sergnano. Nel frattempo, a seguito dei gravi eventi sismici del maggio 2012 in Lombardia ed Emilia Romagna, il Commissario delegato del Dipartimento della Protezione Civile ha ritenuto di istituire una Commissione internazionale Tecnico-Scientifica (c.d. ICHESE) per valutare le possibili relazioni tra attività estrattive e di stoccaggio di idrocarburi e fenomeni sismici riscontrati.

 

L'atto d'intesa

Il giudizio di compatibilità ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare non ha potuto tenere conto delle conclusioni della Commissione ICHESE, essendo intervenuto in data precedente all'insediamento della Commissione. A ciò va aggiunto che l'8 febbraio 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico ha richiesto alla Regione di esprimere un atto d’intesa per il rilascio dell’autorizzazione all'ampliamento della capacità di stoccaggio di gas naturale.

 

La sorgente sismogenetica

Dato che “l'attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo può dare origine a fenomeni sismici antropogenici”, la Regione sottolinea come “la concessione di stoccaggio 'Sergnano Stoccaggio', è localizzato in prossimità della sorgente sismogenetica attiva naturale ITCS002, localizzata alla profondità di 2.000 metri, secondo i dati forniti da INGV”. Pertanto, “considerate le elevate capacità di stoccaggio oggi presenti in Lombardia e, in particolare nella Provincia di Cremona, di assoluta rilevanza e tali da richiedere una particolare attenzione ai fini della valutazione degli effetti dell’attività nell’ambiente circostante relativamente alla sismicità indotta/innescata”, come detto, all'unanimità, è arrivato il diniego alla richiesta di Stogit.

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