24-08-2013 ore 17:22 | Cronaca - Crema
di Emanuele Mandelli

I Comitati ‘No gas’ fanno il punto sulla trivellazione in provincia. “Gli ultimi dati del ministero dell’ambiente rivelano che il territorio provinciale è a rischio sisma”

Tre eventi sismici in pianura padana nel giro di 15 giorni nel mese di agosto, tra Lodi, Brescia e Milano, spingono il Coordinamento dei comitati ambientalisti lombardi e il comitato No Gasaran di Sergnano a fare il punto sulla situazione legata alla trivellazione e allo stoccaggio del gas nella nostra provincia, ed in particolar modo nel territorio cremasco.

Cremasco a rischio
Convocazione in un bar del centro. A prendere la parola è Ezio Corradi. Al centro del discorso la paura reale, visto che è stata certificata dal ministero dell’ambiente, di una sismicità fino a 3 gradi della scala Richter per le zone di trivellazione, nel raggio di 10 chilometri. Nel cremasco si sovrappongono le aree a rischio di Sergnano e di Ripalta Arpina e tutte e due vanno a sfiorare la fascia sismica ITCS002 e la zona ITS104, cioè una fascia che comprende anche Crema e l’area sismica di Romanengo.

Sismicità di stato
“Una vera sismicità di stato”, sottolinea Corradi, che ricorda che sottolinea alcune incongruenze, come quella legata ad un prestito di 238 milioni di euro della banca Europea per il progetto di Bordolano senza che si parli di rischio sismico. Ma l’allarme che viene lanciato è chiaro: “tutto il territorio provinciale è oramai a rischio”.

La nuova rete di metanodotti
Un rischio dovuto anche al rinnovamento della rete dei metanodotti “che passa da una struttura di 20 anni fa con tubature da 600 millimetri e quella odierna con tubature da 1600 millimetri e gas a 75 bar”, prosegue Corradi, che sottolinea che gli impianti cremaschi continuino ad essere sprovvisti di Piani di emergenza esterna, quelli previsti e obbligati dalla Direttiva Seveso.

Avevamo ragione
Enrico Duranti sottolinea che dopo anni di polemiche da parte dei coordinamenti l’ammissione di sismicità indotta da parte del Ministero dell’Ambiente è una conferma dei loro dubbi. Duranti ricorda che la sismicità viene assegnata all’altezza del fondo pozzi, circa 1600 metri, al livello delle fasce sismiche delle nostre zone.

Dialogo politico
Presente alla conferenza anche il consigliere comunale di crema Mario Lottaroli che ha invitato i comitati a cercare un dialogo con le forze politiche del territorio, sia di minoranza che di maggioranza. Invito raccolto da Corradi, “faremo presto un passaggio di dialogo con gli enti locali e i sindaci per capire a che punto siamo”.

Enti distanti
Ultimo intervento quello di Giacomo Cangini, membro del comitato di Soncino che ha ricordato che i loro interlocutori istituzionali, prefettura e ministero dell’Ambiente siano davvero difficili da gestire a livello di comunicazioni e informazioni.
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