15-12-2013 ore 15:56 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Autodeterminazione del popolo lombardo, dura risposta del comitato CoLoR44

Le critiche congiunte Pd e Sel non vanno giù a CoLoR44, ovvero il Comitato Lombardo per la Risoluzione 44, l’organismo che sta dietro alla proposta approvata nei consigli comunali di Trescore Cremasco e Palazzo Pignano nella quale si richiede l’attivazione del Comune a favore dell’indizione di un referendum regionale per l'autodeterminazione della Lombardia.

Il comitato
La mozione, infatti, non era passata inosservata e il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni e quello cittadino di Rifondazione Comunista Andrea Serena avevano sparato ad alzo zero sulla cosa. In sostanza dicendo: signori la Padania non esiste. Intanto CoLoR44 si prende la paternità di tali mozioni, togliendola quindi alla Lega Nord come era parso in un primo momento.

Presentate dalla Lega ma nostre idee
“Le mozioni in questione sono state ideate e promosse non dalla Lega Nord (che le ha presentate), bensì da CoLoR44, un'associazione apartitica di cittadini comuni che vogliono costruire, anche in Lombardia, il percorso già compiuto in Veneto da un’analoga Risoluzione 44, raccogliendo firme e promuovendo mozioni nei consigli comunali e provinciali lombardi”.

Un dibattito maturo… e legale
Poi difende la scelta e il contenuto della mozione: “la Risoluzione 44 chiede infatti ai Presidenti di Regione e Consiglio Regionale di attivarsi presso le istituzioni europee e internazionali, affinché la popolazione residente in Lombardia possa esercitare il diritto di voto ed essere consultata sul tema dell’indipendenza della Regione: tutto ciò mediante l’indizione di un referendum semplicemente consultivo (non vietato dalla Costituzione), che permetterà di aprire sul tema un dibattito maturo e non inquinato da posizioni politiche ad esso estraneo”.

Quei due si informino
E per finire smontano le accuse di Piloni e Serena: “invitiamo i suddetti esponenti politici al confronto e ad approfondire la sostanza della mozione, evitando di definirla pura propaganda politica (Piloni) oppure pericolosa per gli istinti egoistici che promuove e i contenuti contrari all'ordinamento costituzionale e ai principi di unità nazionale (Serena). Respingiamo l’accenno all’egoismo e gli spropositi giuridici. L’articolo 10 della costituzione sancisce la conformità dell’ordinamento italiano al diritto internazionale, quindi anche al diritto di autodeterminazione dei popoli”.

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