24-04-2019 ore 13:52 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Dai punti alla rete, il Pic di cultura progetta e sviluppa il benessere del territorio cremasco

Percorsi e processi di innovazione culturale che sappiano sviluppare il benessere della comunità del Cremasco. Per il territorio, il turismo ed il settore culturale arrivano ottime notizie in ambito progettuale. Dai Punti alla rete, grazie al suo spiccato tasso di innovazione, ha superato la prima fase di selezione della Fondazione Cariplo. Entro la fine dell'anno il Comune di Crema conta di arrivare alla presentazione dello studio di fattibilità del Pic, ovvero un piano integrato di cultura, candidandosi a finanziamenti regionali e alla realizzazione nel biennio 2020/2021.

 

Processi di sviluppo del territorio

Di che si tratta? Come spiegato dall'assessore Emanuela Nichetti e da Silvia Scaravaggi dell'Ufficio cultura, "è un un processo partecipativo basato sul coinvolgimento di tutto il tessuto sociale (economico, associativo, pubblico, privato…) strutturato in percorsi di ri-appropriazione e ri-definizione dell’identità e nell’avvio di nuove azioni". Essendo in "continua evoluzione", il Pic è "una piattaforma che abilita i processi di sviluppo del territorio grazie alla crescita della consapevolezza e della capacità creativa di cittadini, pubblico, turisti".

 

I partner e la rete istituzionale

"La scelta di procedere con questa tipologia di co-progettazione, deriva dalla volontà di generare impatti diffusi e sistemici, andando ad incidere non solo sull’economia, ma anche sullo sviluppo sociale e culturale". Il cofinanziamento Cariplo ammonta a 22 mila euro. Tra i partner del Comune di Crema, ente capofila, figurano il Politecnico di Milano e le OrtOfficine Creative di Rivolta d’Adda. Sostengono il progetto Reindustria Innovazione, Provincia di Cremona, Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Cremona oltre a CulturMedia LegaCoop. La rete di supporto è offerta da Fare Legami Crema-Rivolta e dal Parco Adda Sud.

 

Processo partecipato

Lo studio di fattibilità porterà a "dettagliare la strategia di sviluppo locale a partire da cultura e innovazione". Verranno realizzati una serie di tavoli di lavoro per arrivare alla "costruzione di un modello di promozione e fruizione del territorio". Sarà concretamente sperimantato "un processo partecipato dalla comunità all’interno di un caso studio pilota per verificarne l’applicabilità su tutto il territorio del Cremasco". La spinta all'innovazione "dell’area dell’alto Cremasco compresa tra Crema e Rivolta d’Adda, verso Milano", punta alla creazione di sinergie per superare "la fragilità e la frammentarietà del territorio". Il rischio da scongiurare è "l’abbandono dei borghi, non in grado - da soli - di offrire possibilità di crescita, causando un inevitabile degrado del patrimonio costruito e ambientale".

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