03-12-2020 ore 10:25 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Via Indipendenza, l'interesse pubblico e la fidejussione. L’asilo nido resta una priorità

Nel consiglio comunale di lunedì scorso, l’assessore al bilancio, Cinzia Fontana, ha risposto ai tre quesiti posti da Forza Italia in una interrogazione dedicata a quello che la forza d’opposizione ha ormai ribattezzato ‘l’ecomostro’. Partiamo dal primo: “Dopo aver approfondito tutti gli aspetti tecnico giuridici, lo scorso 25 novembre il Comune di Crema ha avviato la procedura per escutere la fidejussione” dell’immobile di via Indipendenza, al centro di un’annosa vicenda riguardante la sua riqualificazione.

 

Convenzione decaduta

Secondo quesito: “Cosa succede se la procedura di escussione non va a buon fine? La variante approvata dal consiglio resta in essere o torna la precedente destinazione d’uso senza incrementi volumetrici?” Per l’assessore Fontana “la procedura di escussione è svincolata dall’efficacia della variante, visto che è decaduta quando è decaduta la convenzione per inadempimento del privato. Il consiglio non aveva approvato una variante con procedura ordinaria per il semplice cambio d’uso, ma la variante al piano attuativo precedente, per legare il cambio di destinazione d’uso alla pianificazione attuativa convenzionata con l’obiettivo di sanare una situazione di abbandono e degrado non solo urbanistico e impegnare i soggetti attuatori ad assumere garanzie a favore dell’interesse pubblico”.

 

Interesse pubblico generale

‘La variante resta in essere a favore del privato? No, è decaduta. Quindi l’area è ritornata nella funzione “servizi e attrezzature di interesse pubblico generale senza modesto incremento volumetrico”. Vincolare l’efficacia della variante all’escussione della fidejussione non è previsto, quindi viene meno la richiesta di Forza Italia di sancirlo “attraverso l’approvazione di una delibera consiliare”.

 

Il nuovo asilo nido

Come si intende finanziare l’asilo nido? “Con l’avanzo di amministrazione. Affidato i lavori per la progettazione definitiva (90 mila euro), compresa la valutazione sull’area. Il nuovo asilo nido rimane una priorità pur senza l’entrata degli oneri della Gerundo center; sono già stati svolti alcuni incontri per inquadrare le caratteristiche dell’opera e la definizione esatta delle sue funzioni”. Per Simone Beretta, che ha firmato l’interrogazione insieme ai colleghi Laura Zanibelli e Antonio Agazzi “siamo tornati al punto iniziale. Non sono contento di come è finita. Però la fidejussione comunque è stata escussa, anche se in ritardo. Vorrei sia chiaro che se l’affare non è andato in porto non è responsabilità delle minoranze. Minoranze che hanno fatto il loro dovere di controllo, mentre l’amministrazione lo ha fatto in ritardo”. Per chiudere, “dite che l’asilo nido resta una priorità. L’asilo avrebbe già dovuto essere realizzato, significa che la volontà politica non era così chiara”.

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