10-12-2015 ore 20:12 | Cronaca - Crema
di Andrea Galvani

Crema eccellenza sanitaria. Luigi Ablondi: “siamo abituati ai piani alti. La Riforma sarà un percorso in discesa"

Crema è la seconda azienda sanitaria della Regione, a pari merito con Desenzano e seconda solo a Busto Arsizio. Il suo direttore generale è al terzo posto: davanti a lui solo Armando Gozzini di Busto Arsizio e Marco Votta di Desenzano. La graduatoria è il frutto di un mix di valutazioni che fanno capo a due aree: obiettiti operativi e gestionali. Attraverso la prima componente (punteggio massimo 40 punti) viene valutato il corretto rispetto delle regole di sistema. Al raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi operativi si accede alla valutazione degli obiettivi strategici che variano per ciascuna realtà. In base alla valutazione si ottiene una percentuale di premio che viene erogato a fine anno per un massimo di 35 mila euro, da sommare ai 155 mila euro di stipendio base.

 

A Crema dal 2008

Un risultato di grande livello: “Diciamo che ci siamo un po' abituati ai piani alti, nel 2012 siamo arrivati primi, nel 2013 sesti e nel 2014 secondi. Il risultato del 2015 testimonia che questa azienda ha operatori molto qualificati”. Laureato in medicina e chirurgia e specializzato in igiene e medicina preventiva, Luigi Ablondi non è uomo che si scompone tanto facilmente e quando stringe una mano lo fa con forza, fissando negli occhi il proprio interlocutore. Master in amministrazione e gestione dei Servizi sanitari e una profonda esperienza nel settore sanitario ed amministrativo-gestionale, ha diretto il Dipartimento Cure Primarie dell’Asl della provincia di Parma, quindi è stato direttore sanitario dell’Usl di Camerino e per oltre dieci anni dell'Asl della Provincia di Cremona. Dal primo giorno di gennaio del 2008 è direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Crema.

 

Eccellenza sanitaria

Tornando all'analisi dei dati regionali, che confermano Crema tra le eccellenze sanitarie italiane, Ablondi non perde il consueto aplomb: “non posso che essere soddisfatto e dare merito ai miei collaboratori; sono dati che fanno onore all'azienda e anche ai cittadini che si servono di noi per le loro cure”. Il punteggio assegnato all’Azienda Ospedaliera di Crema risulta essere il massimo per la fascia 3, ovvero 85/100. Un ulteriore miglioramento rispetto alla precedente valutazione, che vedeva comunque l’Azienda Ospedaliera Ospedale Maggiore di Crema al sesto posto dopo le Aziende Ospedaliere di Brescia, Busto Arsizio, Garbagnate, Desenzano, Desio.

 

Il successo di un'azienda

“A fine dicembre – prosegue Ablondi - finisce il mandato e spero che ci sia continuità ma se non sarà così, spero che comunque si possa continuare in questo modo”. Nell'arco dei suoi due mandati, rivendica con orgoglio, “la reputazione dell'azienda è molto cresciuta. I nostri clienti possono contare su cure appropriate e di qualità; possono star tranquilli che l'ospedale di Crema si fa rispettare qui e altrove”. La ricetta non è semplice: “il successo di un'azienda non è dato dalla somma delle singole unità operative, ma dalla loro collaborazione; conta il legame tra le parti, l'unità degli intenti, il fatto che tutti gli elementi siano tra di loro collegati. La compattezza dell'azienda viene prima del singolo e quando accade, i risultati sono evidenti”. La scadenza del mandato è imminente: “Io mi rimetto alle decisioni della Giunta, perché non abbiamo ancora la risposta sui test, non è ancora stata formata la graduatoria, la cerchia ristretta dei 100 tra cui il presidente vorrà pescare”.

 

L'ospedale Maggiore di Crema (foto © Cremaonline.it)

 

Oltre le mura

La Riforma sanitaria prevede che i presidi ospedalieri vengano integrati col territorio, “tutto deve essere messo in collegamento con l'ospedale in modo che si realizzi compiutamente la continuità delle cure per il paziente”. In quest'ottica “risultiamo tra le Aziende potenzialmente più territorializzate, siamo stati sperimentatori di cure subacute, con 22 posti a Soncino, Presidio Ospedaliero Territoriale con 20 posti a Soresina ed altri 30 per subacuti, 5 postazioni di attività ambulatoriale: insomma, sia un'azienda molto aperta oltre le mura”. Per Ablondi la Riforma sanitaria regionale “per questa azienda sarà un percorso in discesa, non credo proprio che rappresenterà un problema”. Verso Milano è attivo un tassello di grande rilievo dell'Azienda ospedaliera di Crema: “Rivolta d'Adda è fondamentale ed è un presidio in sicurezza, perché essendo altamente specializzato nella riabilitazione, completa il percorso offerto dall'azienda ai pazienti”.

 

Efficienza ed economicità

In questi sette anni, sottolinea Ablondi, “abbiamo dato una caratterizzazione, che va anche nel senso dell'efficienza e dell'economicità: l'Azienda è sempre stata tra le migliori pagatrici, tra i 30 e 40 giorni, in casi di necessità in 10 giorni. Siamo un'azienda virtuosa che non ha debiti. Il fulcro è stato avere specializzato settings assistenziali ben caratterizzati e messi in filiera. L'Azienda è molto performante in termine di quantità di prestazione, con una produzione che supera di 2 milioni di euro l'ammontare dei pagamenti ricevuti per le prestazioni”.

 

Il futuro

In sostanza, conclude, “abbiamo dato una visione che nel tempo ci ha premiato. Prima del 2008 questa azienda era sempre l'ultima della provincia, ora è costantemente una delle prime. Un grande contributo viene dai dirigenti, che in un anno hanno portato 30 mila ore oltre l'orario, gratuite; credo che sia una risposta concreta in termini di fidelizzazione”. Il futuro? “Qua ci sto bene, ho fatto due mandati e se qualcuno deciderà di riconfermarmi, mi dovrò adeguare”.

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