21-10-2013 ore 17:14 | Politica - Crema
di Emanuele Mandelli

Pd, si muovono le pedine a Crema in vista del congresso. Il comitato Cuperlo raccoglie i big ma Bassi insistite su Renzi e si candida come coordinatore cittadino

Primarie, comitati, nuovi coordinatori. C’è fermento nel Pd cremasco i vista del congresso nazionale, da cui uscirà il nome del nuovo segretario nazionale, ma anche in vista della serie di movimenti sulla scacchiera locale a seguito dell’ingresso di Teresa Caso in consiglio comunale e della nomina di Matteo Piloni a coordinatore provinciale.

Congresso termometro anche locale
Facciamo un po’ il punto sulla girandola di nomi. Innanzi tutto congresso nazionale. La divisione delle forze locali nei vari comitati è sintomatica. I candidati in pista dovrebbero essere quattro: Matteo Renzi, Pippo Civati, Gianni Cuperlo (nell'immagine) e Gianni Pittella. Il nome di Renzi è quello attorno a cui ci sono le grandi manovre nazionali. E a Crema?

I big con Cuperlo
A Crema i big hanno ben chiaro una cosa: va bene tutto tranne che il sindaco di Firenze. Infatti se si vanno a vedere i nomi di chi ha aderito al comitato che sostiene Cuperlo ci si accorge che i pesi da 90 sono confluiti li. L’anima dell’iniziativa è Arcangelo Zacchetti ed il coordinatore è Paolo Carelli: tra i membri il consigliere regionale Agostino Alloni, la senatrice Cinzia Fontana, Giovanni Calderara, Fulvio Facchi, Gino Mussa, Alessandro Taino. D’altro canto Alloni lo ha detto in più occasioni: chiunque ma non Renzi.

Coordinamento cittadino
Il comitato cerca anche una candidatura unitaria per il ruolo di coordinatore cittadino, che sussegua a Teresa Caso. Si ventilava che lo stesso Carelli potesse essere candidato ma ha cortesemente declinato. Difficile che esca un candidato unico ed unitario visto che in pista scalpita già Jacopo Bassi.

Bassi fa paura
Ecco Bassi. Il giovane nome nuovo del Pd ha radici e sostenitori ma forse anche parecchi nemici. Alle ultime elezioni comunali non è entrato in consiglio comunale nonostante abbia preso più preferenze del 90% di quelli che siedono oggi in Sala degli Ostaggi per una scelta dissennata. Fare una sua lista di giovani che ha preso una percentuale da prefisso telefonico nella vasca di squali che erano le liste civiche a sostegno della Bonaldi. Quindi Bassi le sue oltre 120 preferenze se le è bruciate.

Il renziano non può più essere ignorato
Di seguito ha scelto di essere renziano della prima ora a Crema. E in un Pd cremasco che era monocolore bersaniano si è trovato su pozioni di dialogo con altre aree politiche locali ma di quasi isolamento nel Pd. Ma Bassi ha la sua claque forte e giovane, nata nel Caffè Politico e nel mondo dell’associazionismo che frequenta molto. Il Renzi cremasco fa paura. Sarà ancora al coordinamento del comitato pro Renzi al congresso e se Renzi dovesse diventare segretario del Pd… eh beh allora non si potrebbe più lasciarlo da solo ed isolato.

Il comitato pro Renzi
Con lui nel comitato Manuela Piloni e soprattutto l’assessore Fabio Bergamaschi, oltre che il versante cremonese rappresentato da Alessia Manfredini. Ma se vincesse Renzi? Qualcuno dice che a Crema ci sarebbe un fuggi fuggi di nomi eccellenti dal partito. Quindi se saranno primarie aperte non è detto che dal centro destra non partano truppe cammellate per demolire il Pd cremasco dall’interno.

Civati ignorato a Crema
Insomma il partito a Crema non sembra più il monolite di un tempo. E’ diviso sui due nomi principali. Degli altri due… frega poco. Pippo Civati, che pure è un giovane e un buon nome, vede un comitato locale solo a Cremona guidato da Vittore Soldo con Daniele Di Rubbo, Eleonora Sessa e Matteo Ceni. Pitella, al momento, non se lo fila nessuno.

Il resto della scacchiera
La scacchiera non è ancora sistemata del tutto. Se per il posto da coordinatore del cremasco dovrebbe essere confermato Omar Bragonzi rimane ancora da vedere cosa succederà per il posto da presidente del Consiglio Comunale. Difficile che il Pd molli l’importante poltrona ad un esterno del partito. Crem@online ha fatto il nome di un candidato nell’ex vicesindaco Vincenzo Cappelli, ma in molti vorrebbero un altro giovane da far crescere e da far passare da via Bacchetta a piazza Duomo. Vedremo se vincerà l’utopia o la real politik.