29-05-2022 ore 11:38 | Sport - Rugby
di Claudia Cerioli

Al Panathlon la storia del Crema Rugby 1977 vivaio di giovani per uno sport inclusivo

Nella conviviale di mercoledì 25 maggio il Panathlon Club Crema ha ospitato il Crema Rugby Club 1977, giunto quest’anno a festeggiare i 45 anni di attività. A fare gli onori di casa il presidente Massimiliano Aschedamini che ha presentato la dirigenza del club nero verde capitanata dal presidente Giuseppe Bonaldi. “La mia attività agonistica è cominciata a 14 anni nelle giovanili di questo club - ha introdotto il presidente - e si è conclusa qualche anno fa, dopo oltre dieci anni da capitano della prima squadra. Il rugby mi ha dato molto, la società mi ha dato molto ed è stato un onore accettare l’elezione da presidente di questa realtà che oggi conta oltre 200 atleti attivi in più di un campionato”.

 

Una squadra giovane

A Silvano Forlani, direttore tecnico e allenatore della prima squadra, il compito di fornire ai presenti uno sguardo all’interno della società: “si tratta di una squadra giovane con l’età media più bassa di tutto il campionato, che ha saputo cogliere con entusiasmo la sfida del ritorno in campo piazzandosi al quarto posto del campionato di serie C2. Per quanto riguarda le altre attività stiamo lavorando tantissimo a livello di giovanili e mini rugby e una parte del lavoro è ricominciata anche all’interno delle scuole”. A proposito di lavoro sul territorio, Emanuele Tommaseo, attuale allenatore dell’under 17 ha evidenziato l’importanza del rugby come strumento di educazione e integrazione dei giovani, soprattutto di quelli che vivono situazioni famigliari e personali di disagio.

 

L’esperienza nel lockdown

Filippo Alongi, giovanissimo capitano della prima squadra, ha raccontato come sia stato impegnativo fare gruppo durante il lockdown e non perdere di vista numerosi compagni, come purtroppo successo a tante squadre in Lombardia che sono state costrette a rinunciare al campionato. Non è stato il caso del club cremasco che ha potuto riprendere le attività in modo continuativo non appena il campionato è ripartito, proprio grazie al ruolo di collante svolto dal capitano nei confronti del suo gruppo. Presente alla serata anche il primo allenatore della squadra di Rugby, l’ex pilone della nazionale italiana Ettore Abbiati, che ha ricordato gli esordi del club cremasco.

 

Le testimonianza di due campioni

A rappresentare il futuro del rugby Italiano made in Crema, erano presenti alla serata Leonard Krumov e David Odiase, partiti dalle giovanili di Crema, e oggi in forza rispettivamente alle Zebre e al Colorno, due squadre del massimo campionato europeo ed italiano, e ormai promossi nel giro della nazionale italiana. “Mi sono innamorato di questo sport, ha raccontato Krumov, nonostante la mia prima partita si sia tenuta in mezzo al fango e alla pioggia. Mi sono sentito a casa, accolto e in famiglia e da qui, da Crema, è cominciato il percorso per diventare giocatore professionista, realizzando cosi il mio sogno di bambino”. David Odiase, oggi stella della nazionale Under 20, ha raccontato la sua storia personale. Nato a Crema famiglia nigeriana, ha voluto porre l’accento sul Rugby come strumento di integrazione che gli ha permesso di integrarsi nella comunità cremasca e di trovare la strada per la sua realizzazione personale e professionale.

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