19-02-2026 ore 12:41 | Sport - Sport acquatici
di Gloria Giavaldi

Morelli punta alle paralimpiadi di Los Angeles: 'lo sport sprona ad alzare sempre l'asticella'

La medaglia d'argento alle Paralimpiadi di Parigi la tiene appesa al collo e stretta tra le mani. L'atleta paralimpico cremasco Efrem Morelli è uno specialista nei 50 rana. Un atleta, di quelli con la A maiuscola, capaci di raccontare ai più giovani la forza di ripartire dopo una sconfitta. Una bracciata dopo l'altra. Oggi Efrem ha 46 anni. Ospite del Panathlon Crema, ha ammesso: “ho pensato di smettere. Poi ho deciso di rimanere in gioco fino alle prossime Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Voglio provare a qualificarmi per la mia sesta paralimpiade”.

 

Avere obiettivi

Dalla prima competizione olimpica , a Pechino, nel 2008 è passato del tempo ed Efrem ha raggiunto tantissimi traguardi: “i quarti posti non si contano più”. I titoli mondiali ed italiani, neppure. Quelli Europei sono due. Poi c'è il bronzo olimpico a Rio nel 2016 e l'argento a Parigi nel 2024. “Ho cercato nella mia vita di alzare sempre più l'asticella”. Fermarsi non ha mai fatto parte del vocabolario. La sosta è ammessa solo per cambiare stile. Nella vita, prima. In vasca, poi. La vita di Efrem è cambiata all'età di 20 anni. Era un pilota professionista di motocross. Un incidente l'ha privato dell'uso delle gambe. Un anno di riabilitazione e poi il desiderio di trovare una nuova dimensione. Nello sport ha trovato un alleato per ripartire. “Mi hanno dato la possibilità di allenarmi in piscina a Cremona. Da lì ho capito che il nuoto avrebbe potuto essere importante per me. È faticoso, richiede sforzo e spesso solitudine, allenamento, costanza, motivazione: ti cambia, ti forgia, ti forma, ti rende più forte. Avere obiettivi chiari permette sempre nella vita e nello sport di andare avanti. Anche dopo un busco stop, una sconfitta, un fallimento”.

 

Allenarsi

Efrem fa parte del gruppo sportivo delle Fiamme oro. “Mi alleno quasi tutti i giorni la mattina presto. Prima di andare a lavoro, vado in piscina. Al pomeriggio, dopo il lavoro, mi dedico alla palestra. Ormai non lo faccio più tutti i giorni. Con il passare del tempo, ho ridotto le distanze, mi alleno solo per i 50 rana. Questo mi ha consentito di pianificare meno allenamenti”. Certamente non meno intensi: “mi sono detto che finché riuscirò ad essere competitivo non abbandonerò la vasca”.

 

Le Olimpiadi

Occhi e mente corrono all'appuntamento paralimpico di Los Angeles. “Ogni Olimpiade regala un'atmosfera particolare. Non si può descriverla, bisogna viverla. Non parlo solo della competizione, parlo anche del legame che si crea con i tecnici, con gli altri atleti, con tutte le persone coinvolte in un evento di così grande portata. Il ricordo più bello è stato sapere che ad una mia gara olimpica ha assistito anche il presidente Mattarella. Ero fiero, orgoglioso, felice, ma, al tempo stesso, ho avvertito un po' di ansia da prestazione”. La pressione può giocare brutti scherzi. “Alle Olimpiadi può succedere di tutto. Puoi esserti allenato per lungo tempo ed essere super favorito, ma se ti lasci tradire dall'emozione tutto può capitare. È importante non lasciarsi mai abbattere dalle sconfitte”.

 

Buoni esempi

Con lui alla conviviale anche il consigliere regionale della Federazione italiana nuoto Paolo Morabito, il delegato Coni provinciale Alberto Lancetti e Claudio Garozzo, referente provinciale Fin. Ad accoglierli Luca Mantovani e Fabiano Gerevini. Portati i saluti del presidente regionale del Coni, Marco Riva, Lancetti nel suo breve intervento ha evidenziato la portata dello sport come strumento educativo ed inclusivo: “aiuta tutti ad essere migliori. Non siamo tutti atleti, ma l'effetto benefico dato dall'attività sportiva si propaga. Lo sport permette di maturare un approccio mentale utile anche nella vita”. Morabito ha portato i saluti del presidente regionale Fin Marco Del Bianco ed ha raccontato il suo impegno nella gestione di 28 mila tesserati in regione tra i 6 e i 13 anni. “Non cerchiamo solo i campioni, vogliamo che i giovani apprendano dal nuoto uno stile mutuabile anche nella vita di tutti i giorni che li renda persone migliori. L'esperienza di Efrem ci conferma che è un atleta con la a maiuscola, un buon esempio per le giovani generazioni”. Garozzo ha elogiato lo sforzo messo in campo dalle società del territorio: “educano i giovani a volere il meglio da se stessi per se stessi. Il nuoto fa capire che non è importante raggiungere solo traguardi sportivi, occorre crescere costantemente anche dal punto di vista personale, oltre le sconfitte ed i fallimenti, che fanno parte della vita di ciascuno”