Una delle cose che ha colpito maggiormente chi ha visto giocare la
Fattoria Novella Sentieri Orzinuovi, è stato il fatto nel veder risaltare nel gioco della squadra, tutte le individualità; nonostante ogni atleta servisse con il proprio gioco il gruppo, l'apporto che ogni singolo giocatore è riuscito a dare alla causa è stato notevole. E uno degli artefici della promozione storica promozione del team bresciano è senza dubbio l’ala
Simone Pedrini, cremasco di
Castelleone, classe 1986, il lottatore della squadra di mister
Riccardo Eliantonio.
Falsa partenzaNonostante la campagna acquisti faraonica la stagione è iniziata con una vittoria nelle prime quattro partite. Non certo l'abbrivio che l'ambiente si aspettava, ma grazie al tempestivo intervento della dirigenza sul mercato, la stagione è virata per il meglio, concludendosi con l'apoteosi della promozione in
DNB dopo la storica finale contro l’Erogasmet Crema. E' proprio il numero 20 a tracciare il bilancio di quest'annata.
"Siamo usciti alla distanza“Nel complesso è stata una bella stagione. L'inizio non è stato come quello che ci si aspettava; io stesso ho fatto un po' fatica, ma poi piano piano siamo usciti tutti alla distanza riuscendo a fare un grande campionato. Non so il motivo della nostra partenza a rilento; forse eravamo nuovi e dovevamo ancora conoscerci bene. Non c'era quello spirito di gruppo che poi è venuto fuori”.
Senza Truccolo, senza ingannoIl cambio di coach, e l'arrivo di
Truccolo, hanno cambiato volto alla squadra...
“La società è intervenuta sul mercato e questo sicuramente ha dato una mano a raddrizzare la stagione. L'arrivo di Truccolo è stato una pedina fondamentale; purtroppo nella serie finale si è fatto male. Una volta che ci siamo conosciuti meglio, è cambiato anche il nostro modo di giocare, ci siamo trovati, è migliorata l'intesa, inizi a vincere un paio di partite, arriva la fiducia e ciò è un fattore che ti trascina”.
Come avete vissuto la serie con Crema?“Nessuno aveva messo in dubbio che sarebbe stata una serie semplice da affrontare. Nessuna delle due squadre aveva nulla da perdere, e ha giocato tutte le proprie carte a disposizione; rispetto al campionato, nei play off c'è più aggressività e fisicità e meno tecnica".
Siete arrivati da un finale di stagione esaltante, avete eliminato senza problemi San Bonifacio?"Ciò si è visto in gara1, dove l'abbiamo messa subito sul fisico, sull'aggressività; in gara2, invece, siamo partiti male ed abbiamo fatto fatica a recuperare e loro sono stati più bravi a pareggiare. In gara3 eravamo talmente combattuti per aver giocato male mercoledì, che non vedevamo l'ora di rifarci ed abbiamo dimostrato il nostro valore”.
Finale, però, condizionata da diverse assenze da ambo le parti; Truccolo per voi, Bianchi e Chiari su sponda cremasca.
“Certamente; alla fine quando ti manca un giocatore così forte ognuno deve dare sempre qualcosa in più per ovviare alla sua assenza”.
Per te era una partita dal sapore speciale...“Ho giocato il derby nel derby; soprattutto dopo che l'anno scorso Crema ci aveva eliminato al primo turno, vincere così quest'anno, è stato ancora più bello”.
Vi aspettavate Crema in finale, o considerata la regular season, Piadena era più accreditata?“Sinceramente ci aspettavamo Piadena, per il semplice fatto che in campionato era arrivata proprio dietro di noi, nonostante tutte avessimo finito con pochi punti di distacco. Inoltre avendo il fattore campo a favore, credevamo fosse Piadena a passare; però, hanno perso subito gara1 in casa, e non sono stati più in grado di ribaltare il risultato. Forse hanno risentito un po' la fatica per aver giocato tutta la stagione con rotazioni ridotte, anche se hanno disputato un'annata molto positiva”.
Il momento chiave della finale, dove avete capito che avreste vinto...“In gara3 siamo partiti molto tesi, infatti nel primo quarto eravamo sotto; poi è scattato qualcosa, siamo riusciti a recuperare, sorpassando Crema nel punteggio. Secondo me è stato quello il momento chiave della finale”.
E il Palambienti sesto uomo in campo, stracolmo come non mai in stagione“Sono stati uno spettacolo anche loro, ma non solo in finale; ci hanno seguito a Cantù e San Bonifacio, sostenendoci sempre con cori. A maggior ragione, quando ti seguono in trasferta capisci il loro attaccamento e ti fa molto piacere”.
Progetti per la prossima stagione ? “E' ancora presto; adesso pensiamo solo a festeggiare, dopo si vedrà”.