“Da bambino sognavo di giocare in serie A e di indossare la maglia della Nazionale. Il mio sogno si è realizzato. Non chiedo altro. Ora il calcio giocato non mi manca: ho dato tutto. Anche se quando sento il profumo dell'erba appena tagliata l'emozione fa capolino”. Gianluca Zambrotta non ha bisogno di presentazioni. Comasco doc, è stato una stella della Juventus e un campione del mondo “in quell'ormai lontano 2006”. Oggi ha raggiunto Crema per l'ultima giornata del festival Sportivamente, organizzato dal comune. Incalzato dalle domande del giornalista Walter Bruno ha ricordato le emozioni di quella notte, quando improvvisamente “il cielo è diventato azzurro sopra Berlino”. Così diceva il cronista. Se lo ricordano tutti, anche i meno appassionati. Perchè quella notte tutti ci siamo emozionati. “Quando una partita si chiude ai rigori, i giocatori sanno come si chiuderà prima di iniziare a calciare dal dischetto. É questione di positività o di negatività che si respira nell'aria. A Berlino, Lippi ha trovato una squadra pronta a fare squadra, a dare il meglio per quella maglia azzurra”.
Lo sport come la vita
Inutile ripeterlo, “da quel 2006 sono passati anni, ma rivivere certe emozioni anche con tutti voi è sempre bello”. Ci ricorda che lo sport unisce, “ma non bisogna confondere questi momenti con la totalità degli attimi che lo sport fa vivere. Lo sport è fatica, costanza, fallimento. Aiuta a sviluppare forza, determinazione. Ad essere persone migliori, perchè più consapevoli. Prima che sportivi tecnicamente forti”. Nel suo palmares, Zambrotta vanta un titolo mondiale e circa 700 partite disputate.
Tra queste, alcune gli sono valse 10 trofei e un titolo da vice campione d'Europa nel 2000. E' stato un terzino, “uno di quelli che correva. Lo sport mi ha consumato e logorato fisicamente, ma mi ha anche dato molte soddisfazioni”.
Lo sguardo sui giovani
Oggi osserva il calcio da un'altra prospettiva. Di rado fa l'opinionista. Preferisce sostenere ed osservare i giovani nel centro sportivo che ha fondato a Como, la sua città natale. “Da Como tutto è partito. Lì ho vissuto e studiato. La mattina andavo a scuola. Mi sono diplomato all'istituto tessile. Il pomeriggio andavo al campo ad allenarmi. Studiavo di sera, di notte. Conseguito il diploma mi sono spostato a Bari, dove ha preso il via la mia carriera professionistica”. Poi la Juve, il Milan, il Barcellona, la Coppa del mondo. E la stessa umiltà di sempre. “Credo che i giovani oggi abbiano bisogno di buoni esempi, di allenatori che siano anche educatori. Non credo che manchino i talenti, credo che sia necessario allenare la capacità di scovarli e mettere i giovani nelle condizioni di sbocciare. Io ringrazio chi me ne ha dato l'opportunità: Mino Favini, l'uomo che ha reso grande l'Atalanta”.
Amicizie, progetti e Mondiali
E poi il ricordo della grande amicizia con Gianluca Pessotto e Alessio Tacchinardi, presente in piazza Duomo e un pensiero agli esempi del calcio, stelle in campo e nella vita: Gianluca Vialli, Siniša Mihajlović e Paolo Rossi. “Fare squadra è importante” ha sottolineato Walter Della Frera. “Essere squadra ancora di più”. Questa l'idea anche alla base del progetto Azzurrini, promosso da Zambrotta a Como, rivolto a bambini e bambine autistici e autistiche. Facciamo in modo che possano avvicinarsi al calcio, divertirsi da sportivi”. In chiusura un pensiero al Mondialone in corso. Per Alessio Tacchinardi “è una ferita al cuore non vedere l'Italia. Spero possa essere un mondiale soddisfacente per Argentina e Portogallo: questo sarà l'ultimo mondiale per due giganti come Messi e Ronaldo. Per Zambrotta, invece, Francia e Spagna sono le due super favorite.
La premiazione di Fugazzola
Il talk è stato anche l'occasione per premiare il giovane cremasco Marcello Fugazzola, che si è di recente laureato campione europeo under 17. Nella finale dell’Europeo under 17 contro il Belgio, il giovane trequartista dell’Atalanta è entrato nel momento più delicato del match: ha trasformato al 90′ il calcio di rigore dell’1-1, per poi ripetersi con identica precisione nella lotteria finale che ha incoronato gli Azzurrini campioni d’Europa. Giocatore di grande prospettiva in forza all'Atalanta da quando ha 6 anni. In precedenza i primi calci con l'Albacrema. A Marcello, i complimenti dei due campioni e di tutta la città di Crema con gli auguri per un futuro promettente.

Sport per tutti
Si è chiusa così la tre giorni di Sportivamente. Il festival ha riempito tutte le piazze della città e l'area Stalloni per mostrare ai giovani che sono tante le discipline praticabili e che fare sport è importante per “essere non solo sportivi,ma cittadini migliori”. Protagonista anche la valenza sociale ed inclusiva della pratica sportivia, grazie ad Over limits. Gli atleti con e senza disabilità questa mattina si sono dati appuntamento alla piscina comunale: “per due ore, i nostri atleti hanno nuotato fianco a fianco con le altre associazioni che frequentano la piscina. Perché lo sport non ha bisogno di tante parole. Lo sport si fa e così si fa anche l'inclusione”. Le parole del presidente Nicola Bettinelli rendono chiara la mission di Over Limits: “la nostra associazione promuove benessere e cultura attraverso lo sport inclusivo: crediamo che l'attività motoria appartenga a tutti, senza distinzioni, e che ognuno possa essere atleta, mantenersi in salute e costruire relazioni autentiche. Le giornate di Sportivamente sono state lo spazio giusto per mettere in pratica questa visione: partecipare, collaborare, conoscere le realtà sportive del territorio e soprattutto, diffondere insieme il messaggio che lo sport è davvero di tutti”.