06-03-2019 ore 18:32 | Sport - Associazioni
di Federico Feola

Panathlon Crema, ospite il giornalista Filippo Grassia. Una vita dedicata a sport e scrittura

Nei giorni scorsi il celebre giornalista sportivo Filippo Grassia, oggi conduttore di La moviola? Guardiamola alla radio su Radio Rai, è stato ospite della conviviale di febbraio del Panathlon Crema. Giornalista, scrittore, docente universitario e dirigente sportivo, Grassia ha raccontato ai panathleti la sua passione per lo sport e per la scrittura regalando loro un’interessante digressione sulla storia del giornalismo sportivo in Italia e soffermandosi sui cambiamenti, continui e repentini cui è soggetta la sua professione.

 

La trasformazione del giornalismo

“Il mondo del giornalismo sportivo è cambiato – commenta Grassi - dalla carta al web il mutamento è stato epocale. Notevoli trasformazioni, soprattutto nel panorama sportivo, le ha dettate anche la nascita e l’affermazione della pay tv: il modo di riprendere e commentare una partita di calcio, ad esempio, ha subìto una vera e propria rivoluzione. Ciò nonostante lo sport e la scrittura continuano a rappresentare i due ambiti fondamentali della mia vita. Lo sport e il giornalismo mi hanno consentito di conoscere e lavorare con personaggi di fama nazionale ed internazionale che mi hanno insegnato moltissimo». Grassia ha passato la sua vita a contatto con campioni di sport, dirigenti e colleghi giornalisti della fama di Pietro Vierchowod, Moreno Torricelli, Gianluca Vialli, Indro Montanelli, Gianni Brera, Giovani Arpino, Giorgio Tosatti, Gualtiero Zanetti, Massimo Moratti e Gianmaria Visconti di Modrone.

 

La passione nel lavoro

“Avrei dovuto fare il medico – ha concluso il giornalista - ma i miei genitori ebbero la brillante idea di regalarmi una Olivetti22 e da allora non ho mai smesso di scrivere. Cosa consiglio ai giovani che oggi vogliono intraprendere questa professione? Di mettercela tutta. Accanto ad un necessario percorso di studi adeguato e ad un insostituibile periodo di marciapede, quello che non deve mai mancare loro è la passione con la quale si approcciano a questo mestiere. Che per me resta meraviglioso nonostante la sua incessante metamorfosi”. La serata si è conclusa con la consueta consegna del gagliardetto al relatore da parte del presidente Massimiliano Aschedamini.

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