31-10-2025 ore 20:16 | Rubriche - Folcioni, la musica cresce
di Annamaria Carioni

Da allievo a insegnante: Francesco Cella torna al Folcioni con la sua chitarra classica e Pop Rock

“Il numero migliore di chitarre sarebbe il numero che hai più una” mi dice Francesco. Io lo incalzo: “E chi lo dice?”. Lui sorride, abbracciato alla sua chitarra: “I chitarristi in generale”. Insisto: “E hai una tua chitarra preferita?” Lui sentenzia: “Sì, questa qua, la mia Telecaster”. In modo diretto e giocoso inizia l'intervista a Francesco Cella, neo insegnante del corso di chitarra classica ed elettrica presso il Civico Istituto Musicale Folcioni di Crema. Ho il sospetto che preferirebbe suonare piuttosto che dover rispondere alle mie domande, ma si presta, educato e composto, sebbene un po' emozionato. “Questa qua è la chitarra che ho comprato quando ho iniziato il conservatorio, mi ha accompagnato negli ultimi cinque anni della mia vita. Mi piace perché è la prima chitarra elettrica solid body che è stata inventata, quindi senza i buchi a effe, come quelli del violino. È un design molto semplice, però è una chitarra con cui ci si può fare praticamente tutto e ha una sua personalità”. 

 

Da allievo a docente
Nato e cresciuto a Crema, deve essere particolarmente importante per lui insegnare nella scuola che lo ha visto studente da ragazzino. Gli chiedo com'è tornare in queste sale: “È un ambiente che conosco e fare lezione nella stessa aula, dove ho fatto lo studente per quasi dieci anni, è molto bello. Tanti insegnanti, che ci sono ancora adesso, c'erano quando ho iniziato. Li ho conosciuti da piccolo. Averli come colleghi adesso fa quasi effetto”. Il giovane racconta di sé con naturalezza: “La mia passione per la musica sicuramente è nata anche grazie a mio padre, che è anche lui un musicista. Ascoltare la musica, che suonava in casa, mi ha spinto un po' a provare. Poi nel 2010 ho iniziato a studiare qui in Folcioni”. Francesco aveva nove anni e da allora i suoi studi non si sono più fermati, prima al conservatorio Nicolini di Piacenza e poi al conservatorio Boito di Parma: laurea di primo e secondo livello in chitarra Pop Rock e numerose masterclass con docenti di rilievo nel panorama musicale attuale.

 

Classica e Pop Rock
Francesco dice di essersi specializzato in chitarra elettrica, ma di non aver mai abbandonato la chitarra classica. La tentazione di fargli suonare qualcosa con l'affascinante strumento che tiene tra le mani è sempre più forte e lui raccoglie senza indugio l'invito. Accenna le note del Preludio numero uno di Villa Lobos, nonostante la chitarra sia elettrica, e poi un classico intramontabile come Smoke on the water dei Deep Purple, “il primo pezzo imparato, quello che imparano in tantissimi”. Trovo interessante approfondire il suo approccio allo strumento e lui risponde che dipende dai brani: “Ci sono dei brani che in una mezz'oretta magari si riesce anche a imparare in una maniera non approssimativa; per altri brani invece ci vuole molto più tempo, dipende sempre dall'artista o da chi ha suonato il brano. Spesso ci sono delle parti nascoste, che ascoltandole sembrano molto facili, ma poi, quando si tratta di impararle, ci vuole molto più tempo e molta più dedizione”.

 

L'approccio didattico
Francesco mi conferma di sentirsi soddisfatto come insegnante quando riesce a far imparare qualcosa di difficoltoso a qualche studente, che all'inizio fa fatica: “E' fondamentale imparare un minimo a leggere le note, perché la musica è un linguaggio e come tale va imparato. E poi provare, provare, suonare i brani. Può capitare di suonare lo stesso brano per tutta la lezione; ci vuole pazienza, ci vuole costanza, ci vuole dedizione”. La lezione di solito inizia con l'accordatura dello strumento, che è importante, poi si approfondisce un brano, a volte due, poi si prendono in considerazione le dinamiche, l'espressività. Gli alunni vanno dai sei a diciassette anni e arrivano in Folcioni con attitudini e prospettive diverse: tra loro, tanti vogliono imparare a suonare le canzoni che sentono alla radio o sulle piattaforme digitali.

 

L'impegno come musicista
Francesco Cella affianca all'attività di insegnamento anche quella di musicista e di cantante in molteplici formazioni live, sia con cover band e party band, sia come turnista. E' un piacere stare ad ascoltare gli aneddoti delle esibizioni che lo hanno emozionato di più, come in occasione dei Beatles Days a Crema, così come le sue disavventure, fra amplificatori che hanno smesso di funzionare durante un concerto e chitarre cadute, dopo essere state appoggiate l'una all'altra, non senza un lieve pensiero scaramantico. Il musicista rivela di avere sempre un'alternativa pronta per superare ogni imprevisto: “Ovviamente spero che arriverà una chiamata magari più importante. Bisogna essere ben inseriti, conoscere tante persone. Magari basta conoscerne una che poi ti dice vieni a suonare con me, insomma la classica botta di fortuna”. La passione per la musica è palpabile, la sua voglia di fare bene anche.

 

Musica e sogni
Viviamo ogni giorno costantemente immersi nelle sollecitazioni musicali. Chiedo a Francesco un parere in merito: “Secondo me ci sono dei pro e dei contro: si possono scoprire artisti poco conosciuti, per esempio, grazie agli algoritmi di YouTube. D'altra parte, il fatto che con un click sia ascoltabile qualsiasi cosa, toglie un po' di valore nel senso che fino a vent'anni fa per ascoltarti una canzone, andavi a comprarti il CD o il vinile, pagavi e te lo ascoltavi infinite volte, fino a consumarlo magari”. Sempre abbracciato alla sua adorata chitarra, con le dita che ogni tanto ne accarezzano le corde, Francesco mi rivela un sogno impossibile: “Se potessi scegliere con chi suonare, sceglierei Paul McCartney, lui sarebbe il mio sogno”.

 La redazione consiglia: