31-07-2023 ore 19:44 | Rubriche - Musica
di Matteo Raise

Festival Tener-a-mente. L’amore di Nick Mason per i Pink Floyd rivive al Vittoriale

Mercoledì scorso mi recavo al Vittoriale con una convinzione: nessuno ama i Pink Floyd come Nick Mason. Neppure i suoi vecchi compagni Roger Waters e David Gilmour.

 

La storia dei Pink Floyd

L’amore di Mason, batterista del gruppo in tutte le sue formazioni nel corso degli anni, è stato così forte da aver scritto la biografia ufficiale dei P.F. e aver curato i lavori d’archivio (gli imprescindibili “early years”), nonché le mostre tematiche di quella che, almeno per me, era è e rimarrà la più grande band della storia del rock. Che abbia deciso quindi, superati abbondantemente i 70 anni, di istituire una band tributo allo spirito e alle canzoni di questa band ante 1973 (e quindi al pre “the dark side of the Moon”), mi è sempre sembrata una logica conseguenza. A rivivere nella sua band i Nick Mason’s Saucerful of secrets, composta tra gli altri dall’ex bassista acquisito dei Floyd (nell’era post Waters) Guy Pratt e del chitarrista degli Spandau Ballet Gary Kemp, sono quindi gli anni psichedelici, quelli meno noti al grande pubblico, quelli più sperimentali, quelli in cui l’equilibrio compositivo era ancora un affare di gruppo.

 

Le perle nascoste della psichedelia

Il concerto è l’occasione per ascoltare alcune delle perle dimenticate del gruppo, che non trovano spazio nei concerti di Waters o Gilmour, e che prima di essere riscoperte da Mason subivano un oblio in fase di live che durava da quasi 50 anni. È l’occasione inoltre per ricordare i due membri scomparsi, Richard Wright, che avrebbe compiuto 80 anni a distanza di pochi giorni e il primo leader della band, la figura sfuggente che avrebbe accompagnato l’intera storia del gruppo, e che ancora oggi viene celebrato e ricordato anche da Roger Waters, Syd Barrett. Vidi la band già nel loro primo tour del 2018 e, a distanza di 5 anni, l’ho trovata molto più affiatata, specie nelle lunghe jam strumentali, ancora un poco acerbe nella loro prima tournée. L’alchimia che si nota fra la band in questo 2023 è esponenzialmente migliorata, e anche Mason è più libero di concentrarsi sull’aspetto musicale, laddove invece nel 2018 erano molto più presenti aneddoti e storie inerenti il Gruppo.

 

Set list iconica

Tra le canzoni ascoltate, cito Arnold Layne, Lucifer Sam, Set the controls for the heart of the sun, Atom heart mother, A saucerful of secrets, Astronomy domine, Fearless. Menzione d’onore alla canzone che mai avrei pensato di ascoltare dal vivo, la canzone probabilmente più amata dallo zoccolo duro dei fan, il mostro da oltre 20 minuti Echoes, che torna a essere suonata nella provincia bresciana a distanza di 52 anni dal concerto di Brescia dei Pink Floyd del 19 giugno 1971, quando ancora non era stata pubblicata su disco e si chiamava “the return of the son of nothing”. Un concerto meraviglioso per i fan, di durata superiore alle 2 ore e un quarto. I Pink Floyd non si riformeranno più, ma grazie a questi eventi, anche per chi non ha mai potuto ascoltarli dal vivo, è possibile assaporare parte della loro magia. Una menzione d’onore anche per questo meraviglioso festival, il Tener-a-mente, che ormai da alcuni anni raccoglie alcune dei migliori concerti estivi della Lombardia, in una location meravigliosa e con una cura che, almeno nei festival italiani, difficilmente ha eguali.

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