31-05-2026 ore 09:45 | Rubriche - Medicina e salute
di Alessia Silvani

Giornata mondiale senza tabacco: 'ho smesso di fumare da un mese, mi sento libero e vitale'

“Ho realizzato che sono una persona libera e voglio sentirmi tale” Aveva iniziato a fumare all’età di 16 anni Giorgio Rossetti. Di anni oggi ne ha 59 e da più di un mese può definirsi un ex fumatore. In casa il fumo era un’abitudine normale.“Ho cominciato per semplice curiosità”. E per anni non ha più smesso. Nonostante gli sforzi e i tentativi andati a vuoto. Perché il fumo fa così: si insinua nella vita quotidiana. Diventa il premio dopo un esame, un modo per rilassarsi durante una pausa, la ricompensa dopo aver concluso un lavoro o il segnale di inizio di una vacanza. La mente lo trasforma in una gratificazione, ma in realtà è esattamente il contrario. Ha una forza travolgente, come tutte le dipendenze. Riuscire oggi a governare la voglia di fumare mi fa stare bene, mi fa sentire davvero padrone delle mie azioni”.

 

Motivazione personale

Giorgio ha scelto di farsi aiutare dal Servizio dipendenze dell’Asst di Crema: “ero convinto che il farmaco potesse rappresentare la soluzione definitiva. In realtà, poi realtà ho capito che la cosa più importante è la motivazione personale. Ho trovato nel medico e nell’assistente sanitaria un supporto concreto, senza giudizio. Mi hanno accompagnato in una decisione che sentivo già profondamente mia. Il farmaco può aiutare, ma non esiste una pillola magica: senza convinzione e senza la volontà di cambiare, nessuna terapia può bastare”.

 

Gli effetti

Sebbene abbia smesso da appena un mese, Giorgio racconta di aver già percepito cambiamenti importanti, confermati anche dai dati clinici: “quando mi sono rivolto al servizio. il mio monossido di carbonio era a 3,19. Dopo dieci giorni senza fumo era già sceso a 1,11. Oggi è 0,95. Comprendo che il mio corpo si sta ripulendo”. Pur non avendo mai accusato sintomi evidenti legati al fumo, oggi percepisce chiaramente i benefici della scelta fatta: “pensavo che il mio corpo non avesse risentito delle sigarette perché non avevo tosse o affanno. In realtà, mi sbagliavo. Oggi sento sapori che prima non percepivo. Mi sento più energico”. L’insonnia è solo una passeggera compagna di viaggio: “ho iniziato una nuova vita e non voglio tornare indietro”.

 

Il tabagismo

L’Asst di Crema ha scelto di dare voce alla testimonianza di Giorgio Rossetti in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, che si celebra oggi domenica 31 maggio. “Il tabagismo oggi è una dipendenza ancora molto diffusa”. Come spiega il direttore del Servizio dipendenze Antonio Prete: “nonostante decenni di prevenzione resta una sfida aperta. Tra gli adulti, circa un italiano su quattro fuma regolarmente. Il dato più preoccupante riguarda i giovani: assistiamo a un abbassamento dell’età del primo contatto con il fumo e alla diffusione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, che spesso rappresentano la porta d’ingresso verso la dipendenza”.

 

Una dipendenza potente

Secondo Prete, smettere di fumare non può essere ridotto a una semplice questione di forza di volontà: “la nicotina crea una dipendenza molto potente. Raggiunge il cervello in pochi secondi e stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. È un meccanismo che coinvolge sia il corpo sia il comportamento quotidiano. Spesso si tende a sottovalutare i danni del tabagismo perché gli effetti più gravi arrivano nel tempo, ma il fumo di sigaretta rappresenta ancora oggi una delle principali cause prevenibili di malattia e mortalità. È strettamente collegato allo sviluppo di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Non parliamo soltanto del tumore al polmone, ma anche di infarti, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva e numerose altre forme tumorali. Il fumo incide pesantemente sulla qualità della vita quotidiana: riduce la capacità respiratoria, peggiora la circolazione, accelera l’invecchiamento dei tessuti e compromette progressivamente il benessere generale”.

 

Percorsi multidisciplinari

La forza dei percorsi proposti dal Serd risiede nell’approccio multidisciplinare, che integra supporto medico, farmacologico e psicologico. Per avere maggiori informazioni sui corsi per smettere di fumare è possibile partecipare al punto informativo che l’Asst ha organizzato, mercoledì 3 giugno dalle ore 17 presso la casa di comunità di Crema “Le difficoltà più comuni – sottolinea Prete – riguardano la gestione dello stress, la ritualità associata alla sigaretta e i sintomi dell’astinenza, come irritabilità, insonnia e difficoltà di concentrazione. Per questo offriamo consulenze mediche, terapie farmacologiche, colloqui individuali e di gruppo e monitoraggi costanti. Ogni percorso è diverso: per qualcuno funziona meglio la terapia di gruppo, altre persone necessitano di un percorso personalizzato, altre ancora di un supporto farmacologico specifico. Altrettanto fondamentale è il follow-up: seguire il paziente passo dopo passo e con continuità nel tempo è essenziale per rendere l’intervento efficace e duraturo”.

 

Forti fumatori

Ai forti fumatori può essere prescritto un farmaco specifico per supportare la cessazione tabagica e ridurre il desiderio di nicotina. Il trattamento, indicato per i fumatori motivati a smettere, consente di ridurre progressivamente la dipendenza dal tabacco e attenuare i sintomi dell’astinenza. L’obiettivo finale resta l’abbandono definitivo di qualsiasi prodotto contenente nicotina. Si tratta di una terapia a durata limitata, non raccomandata ai minori di 18 anni né agli over 65.

 

Le ricadute

Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione delle ricadute, che spesso scoraggiano chi prova a smettere: “una ricaduta non è un fallimento, ma una possibile tappa del percorso di guarigione” incoraggia Prete. “Al Serd analizziamo insieme cosa non ha funzionato e aiutiamo la persona a ripartire con maggiore consapevolezza. Smettere da soli è possibile, ma le probabilità di successo senza supporto professionale sono più basse”.