31-03-2024 ore 20:09 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

La bellezza ricercata e selvatica del Dardanèl: ecco l’alzavola, l’anatra più piccola d’Europa

Gli anatidi sono una famiglia di uccelli acquatici, generalmente migratori, con oltre 150 specie diverse. Solo in Italia sono presenti una quarantina di specie, alcune di queste nidificanti. La più grande e diffusa, ma anche più conosciuta, è il germano reale. L’alzavola (Anas crecca) è la più piccola anatra europea, grande poco più di una piccione torraiolo, dal peso di circa 300 grammi e dall’apertura alare di soli 65 centimetri. Questa specie è ampiamente presente in Europa e dal punto di vista del successo riproduttivo i risultati sono soddisfacenti. Per questo motivo è considerata in uno stato di salute favorevole. La situazione non si presenta altrettanto rosea in Italia. La popolazione nidificante è piuttosto limitata e presente in numero ridotto e discontinuo, principalmente nella valle Padana, dove la specie è considerata in pericolo e inclusa nella Lista rossa Iucn, unione internazionale per la conservazione della natura.

Nel cremasco

Un pericolo proveniente in gran parte dall’uomo visto che l’alzavola è ancora specie cacciabile. Nell’area cremasca questa sorprendente anatra è fortunatamente ancora ben rappresentata grazie ad alcune aree naturalistiche di protezione con numerosi specchi d’acqua, lanche e meandri fluviali ideali alla loro vita legata agli ambienti umidi dei fiumi Serio e Adda. Il canneto con acque tranquille e stagnanti, la presenza di vegetazione palustre, alberi e rami galleggianti sono il nascondiglio preferito dalle alzavole, che nella stagione fredda, si riuniscono in gruppi a volte anche numerosi dando vita ad un sommesso e alterno chiacchiericcio che si interrompe non appena avvertono un pericolo.

Al Dardanèl

L’alzavola è specie parzialmente sedentaria e migratrice a breve raggio. Nel Cremasco sverna con regolarità ed è più facilmente osservabile proprio nella stagione autunno-inverno. Considerata anatra di superficie, ha un’alimentazione molto varia che cerca nella vegetazione riparia, nei semi di piante galleggianti e all’occorrenza di molluschi e insetti. Questo piccolo palmipede è conosciuto anche col nome dialettale di Dardanèl oppure in diverse parti della provincia Cremonese come Garganèl. Il nome comune invece, indica con precisione una caratteristica unica per la specie: alza e vola. Infatti questi uccelli decollano dall’acqua con una spinta quasi perpendicolare alla linea di galleggiamento e leggeri come piume prendono il volo compiendo rapidi volteggi in formazione, per poi allontanarsi.

Bellezza ricercata

Come tutte le anatre di superficie e di profondità , i maschi della specie posseggono un piumaggio molto colorato ed il dimorfismo sessuale è molto evidente. Colori, forme, linee, trame e geometrie delle piume donano a questi anatidi selvatici una bellezza ricercata ed unica. Un’altra caratteristica di queste anatre è quella di avere il piumaggio idrorepellente, grazie al grasso oleoso secreto dall’uropigio: una ghiandola sebacea posta sotto la coda che viene spalmato di frequente con il becco su tutto il corpo, dedicando gran parte del loro tempo a questa indispensabile pratica. Pare evidente che la conservazione di questa specie dipende tutto dal mantenimento degli habitat palustri, delle aree umide interne e costiere anche salmastre. Ultimamente, con il cambiamento climatico, un altro pericolo si è aggiunto: la siccità, che contribuisce fortemente alla contrazione di tutti gli ambienti umidi prossimi ai principali fiumi padani, tanto preziosi all’alzavola.

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