31-03-2019 ore 18:11 | Rubriche - Musica
di Andrea Aiolfi

Red Canzian e le canzoni della nostra vita, un atteso concerto al teatro san Domenico

In occasione del suo imminente concerto, mercoledì 3 aprile, data zero del nuovo tour Testimone del tempo – Le canzoni della nostra vita, Red Canzian si è gentilmente prestato per qualche domanda sull’ultimo album, il nuovo tour e l’attualità. Sarà accompagnato da Phil Mer (batteria), Daniel Bestonzo (tastiere), Alberto Milani (chitarra) e Chiara Canzian (cori).

Il disco è uscito circa un anno fa. Nel frattempo ha continuato a fare musica, il tour di presentazione, la televisione. Come è stato accolto il nuovo lavoro?
Ho dei pensieri buoni: c’è dentro tanta buona musica suonata a mano come si faceva una volta, autori di tutto rispetto come Ermal Meta, Ivano Fossati, Enrico Ruggeri, Miki Porru. Sono molto contento di come è venuto questo disco e dei valori che trasmette, è molto bello da suonare, è un disco sincero. Il titolo ha innescato tutta l’idea del concerto, il sottotitolo è “le canzoni della nostra vita”, comincio dal rock’n’roll che ascoltavo a 6 anni dalla grande radio di legno che papà portò a casa: Tutti Frutti di Little Richard e da lì in poi c’è un excursus attraverso tutta la musica più bella del mondo che ha attraversato la mia vita da Elvis ai Beatles, dai Pink Floyd a Battisti fino ad arrivare ai Pooh e poi avanti con la mia. E’ un lavoro cronologico e filologico: quando faccio She Loves you lo faccio con il basso Hofner di Paul McCartney, Tutti Frutti la faccio al contrabbasso perché allora si faceva così, quando faccio i Pink Floyd uso il Fender di Roger Waters. È una storia precisa raccontata da immagini e video per creare suggestione e ricreare l’ambientazione di quel periodo.

Perché ha deciso di ripartire dal teatro? C’è qualche legame particolare?
Ho cambiato produzione e service e avevo bisogno di 3-4 giorni per rimettere insieme lo spettacolo. La struttura è la stessa ma a livello di scenografia c’è stato qualche cambiamento: luci più potenti, un led wall al posto dello schermo. Ho modificato leggermente la formazione, ho aggiunto alcune canzoni dei Pooh che mi mancavano. Le portavo in giro con lo spettacolo che ho fatto con l’orchestra sinfonica Red in Blue e quindi ho aggiunto Ci penserò domani, La donna del mio amico perché sono canzoni belle da cantare e mi sono reso conto che non potevo non farle in questo spettacolo. Il teatro ci ha concesso lo spazio per fare le prove: fare una data zero con il pubblico e farla da soli è ben diverso. Io andrei a vedere solo le date zero dei musicisti perché sono quelle più emozionanti, quelle dove capisci che tutti stanno attenti a tutto, c’è più partecipazione.

La formazione?
Non ci sarà il chitarrista acustico perché è entrato nelle Orme. Sarà una formazione alla Pooh: basso, batteria, chitarra e tastiere più Chiara (Canzian) che canta, suona percussioni, armonica e fa i cori.

Un pezzo dell'ultimo disco, “Cosa abbiamo fatto mai” parla di ambiente. Recentemente i giovani hanno manifestato per sensibilizzare sui cambiamenti climatici. Cosa ne pensa?
Se questo mondo si salverà sarà merito di questi meravigliosi ragazzi che hanno innescato un processo, un po’ come i gilet gialli parigini che ogni settimana fanno qualcosa per la loro protesta. Però questi ragazzi sono pacifici, sono il nostro futuro. Io spero veramente che i millennials siano più attenti e migliori di noi. Noi e la generazione precedente abbiamo combinato di tutto a questo povero pianeta, io è dall’87 che sono testimonial e ambasciatore del WWF. Ho fatto campagne, ho portato un progetto nelle scuole elementari che si chiamava “Un albero per la vita”, ho regalato 25 mila piccoli alberi in vaso ai bambini delle elementari per fare in modo che si avvicinassero all’ambiente. Noi ormai abbiamo delle abitudini talmente incancrenite che anche se ci mettiamo di buona volontà, non ci riusciamo a cambiarle. Io vedo amici miei che fanno fatica a fare la differenziata, la considerano una rottura di palle! Non capiscono che è il futuro! Sono molto felice di questi ragazzi.

Ha collaborato con Ermal Meta. Quanto è importante il legame coi giovani cantautori?
Ermal è uno di quelli importanti, che scrive bene. Nel mio concerto lo metto subito dopo aver cantato Emozioni di Battisti. Grazie a Dio oggi c’è ancora qualcuno che scrive bene. Io sto molto attento a tutto quello che succede intorno, sono convinto che tutti i grandi cambiamenti, ambientali e musicali, arrivino dai giovani. Sono l’opposto di quello che facevano una volta i vecchi cantanti con noi che avevamo i capelli lunghi e iniziavamo a fare una musica diversa. Io sono attento a tutto, ovvio che la mia attenzione e il mio cuore smette di battere quando sento della musica che non è musica, che è soltanto rumore o un tentativo di fare musica. Finché la musica è suonata da gente che ha studiato, non importa il genere, io ho sempre suddiviso la musica soltanto in buona e in cattiva.

C’è qualcuno che dice che le chitarre non vanno più di moda…
Quelli che dicono che le chitarre non vanno più di moda, probabilmente costruiscono tastiere!

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