31-01-2014 ore 13:34 | Rubriche - Costume e società
di La casa sull’albero

Baby and the city. Agente zerozeromamma alla ricerca della scuola giusta, importanti ed utili consigli per i genitori

Dopo le consuete settimane di limbo anche quest’anno è partito il count down, dal 3 al 28 febbraio i bambini nati a cavallo tra il 2011 e il 2012 possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia. La svolta non è da poco, i cuccioli presto lasceranno il nido e spiccheranno il volo. Che voi siate di quelli che non vedono l’ora che crescano o di quelli che già piangono chiusi in bagno in contemplazione di ciuccio e biberon, il passaggio sarà comunque importante e richiederà di prepararsi bene nei mesi fino a settembre. Nel frattempo ci si trova di fronte al primo dilemma: quale scuola? Per qualcuno i criteri di scelta si limitano a trovare il posto più vicino a casa dove poter fiondare i figli al mattino prima di scappare a lavoro o quello che garantisce il post scuola o quello da poter raggiungere a piedi in assenza di auto. Tuttavia se si ha la possibilità di scegliere vale la pena considerare diversi fattori.

 

Gli open day

Oltre a cercare fittamente informazioni da amici e da amici di amici e dal cugino del vicino che una volta è entrato nella scuola a consegnare un pacco, potrete chiarirvi le idee visitando i vari istituti. Febbraio è il mese in cui vengono organizzati gli open day. Telefonate, informatevi sulle date e poi inforcate occhiali scuri e uscite di casa caricando lo sguardo laser che solo le mamme (e i papà) sanno attivare. La missione è delicata: carpire più informazioni possibili anche al di là di quanto viene pensato e proposto in occasione delle giornate aperte. In un posto attraversato dai bambini l’ambiente parla da solo, o almeno dovrebbe. Certamente subito si nota la pulizia, l’ampiezza degli spazi rispetto al numero di bambini, la quantità di seggioline nello spazio mensa in correlazione al numero di decibel immerso nei quali vostro figlio si troverà a mangiare per i prossimi tre anni e la presenza o meno del giardino. Benissimo.

 

Giochi educativi

Ma andiamo oltre e osserviamo cosa c’è attaccato alle pareti. File di pulcini che di mercoledì bucano l’ovino tutti colorati di pastello giallo rigorosamente tutti in fila sopra le maschere di carnevale ritagliate con precisione dalle maestre? Oppure le pareti parlano di bambini che scelgono i materiali da usare, che trascorrono le giornate in mondi fantastici dove il mare può essere giallo perché il sole sta sudando, di bambini che lavorano in gruppo e imparano a condividere spazi e materiali? I giochi sono tenuti con cura? I libri sono a disposizione? Provate ad immaginare vostro figlio in quell’aula, cosa potrebbe scegliere? C’è varietà di materiali e di tipologie di gioco? Ricordatevi che i giochi sono tanto più educativi quanto meno sono strutturati e danno la possibilità di utilizzarli in molteplici modi a seconda della fantasia di chi li utilizza.

 

Partnership fra mamme e maestre

Poi osservate le maestre e ripetetevi come un mantra che sono vostre alleate, sono esseri umani con pregi e difetti e non automi da cui aspettarsi solo ciò che voi ritenete importante per vostro figlio. Ma perché questa alchimia si crei è indispensabile che vi ispirino fiducia, che sia possibile parlare e confrontarsi anche quando capiterà, e certamente capiterà, di non sentirsi in linea con loro. Gli aspetti che mettono in evidenza raccontando e le informazioni che vi chiedono sui vostri figli rispecchiano ciò che voi ritenete importante? Ma soprattutto capirete tanto di come svolgono il loro lavoro osservandole mentre parlano con i bambini, molto più di qualsiasi cosa possano dire a voi. Quanto si chinano per parlare con loro? Che tono di voce usano? Quanto si lasciano avvicinare? Per quanto aspettano le loro risposte e le loro reazioni?

 

Esperienze speciali

Infine, se potete, regalate ai vostri figli un posto dove possano fare esperienze speciali, ad esempio  laboratori a tema e uscite didattiche significative. Fra i tre e i sei anni prendere il pulmino con gli amici, imbracciare il proprio zainetto e camminare tenendo un compagno per mano, ascoltare la maestra che si raccomanda mille volte di stare sul marciapiede, arrivare a teatro o in biblioteca o al museo e tornare indietro non è pericoloso né troppo stancante, ma è di certo molto entusiasmante e formativo. Se riuscirete a scegliere valutando tutto questo, vi basterà giusto un pizzico di fortuna e l’esperienza dell’asilo, quella dei primi ricordi che i vostri figli avranno da grandi, sarà un bagaglio di tesori da spendere crescendo.

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