
Alcuni giorni fa, in Valpredina in provincia di Bergamo presso il centro recupero animali selvatici (Cras) all’interno dell’omonima riserva naturale gestita dal WWF è stato liberato un magnifico esemplare femmina di gufo reale (Bubo bubo). Rapace notturno più grande d’Europa dal peso di circa tre chilogrammi ed un’altezza variabile tra i sessanta e settanta centimetri facente parte della famiglia degli strigiformi a cui appartiene anche il più piccolo assiolo (Otus scops) di soli novanta grammi.
La nascita
A differenza di molti altri soggetti che giungono presso questo centro per ricevere le cure adeguate, questa femmina è nata in voliera insieme al fratellino maschio da una coppia di gufi reali irrecuperabili al volo, ma che da alcuni anni formano un’affiatata coppia riproduttiva. Amorevolmente curati e alimentati in parte anche dagli stessi genitori all’interno di una grande voliera senza vista sull’esterno con ridotta presenza umana, per evitare il più possibile il fenomeno dell’imprinting. I giovani gufi in pochi mesi raggiungono l’età adulta e la capacità di cacciare e alimentarsi autonomamente.
Le rotte
Un Gps a carica solare, sistemato adeguatamente e posto sulla schiena dell’animale dai dottori veterinari del centro, servirà ad inviare ad un computer i dati necessari per comprendere le rotte di volo che compirà e soprattutto il suo stato di salute. Contemporaneamente alla liberazione del gufo reale sono stati rilasciati un allocco e un giovane assiolo entrambi curati e riabilitati al volo. Solo fino a tutto agosto 2025 il centro ha soccorso 2280 soggetti di fauna selvatica; in crescita soprattutto nei mesi più caldi, giugno e luglio. Secondo gli addetti del centro, con le forti ondate di caldo ed i susseguenti fenomeni temporaleschi. Il cambiamento climatico provoca eventi estremi e si aggiunge alle già note vicende che stanno portando ad una riduzione della nostra fauna.