
Un nuovo progetto abitativo per sostenere le persone con disabilità a dare forma al loro progetto di vita. È stato inaugurato nei giorni scorsi a Soncino Primo giro di chiave. Realizzato concretamente dall'ente di terzo settore Oasi e Oasi srl, prevede lo svolgimento di attività educative, oltre ad offrire una concreta opportunità di vita indipendente. L'appartamento dedicato alla residenzialità è stato aperto alla presenza di molte autorità del territorio, persone con disabilità e loro famiglie e operatori di settore. In questa prima fase iniziale verrà abitato da due persone, ma potrà diventare casa per sei. L'investimento, reso possibile grazie ai fondi Pnrr, conta di 225 mila euro per gli interventi strutturali e 115 mila euro per gli interventi educativi. L'ente capofila è il comune di Crema in stretta sinergia con l'ambito territoriale cremasco. L’iniziativa gode anche del patrocinio del Comune di Soncino.
Diritto ad abitare un proprio spazio
Primo Giro di Chiave assume così un valore simbolico e concreto insieme: rappresenta il diritto ad abitare uno spazio proprio, a costruire una quotidianità fatta di scelte, relazioni e responsabilità. È il momento, carico di significato, in cui una persona apre la porta di casa e inizia un percorso di autonomia reale. “Con Primo giro di chiave diamo forma a una visione precisa di comunità, in cui i diritti non restano enunciati ma diventano esperienze concrete”, dichiara il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi. “Questo progetto rappresenta un cambio di paradigma: non si tratta più di pensare servizi per le persone con disabilità, ma di costruire insieme percorsi di vita indipendente, personalizzati e radicati nel territorio. Il ruolo del pubblico è stato quello di attivare energie, mettere in rete competenze e assumersi la responsabilità di guidare un processo che continuerà anche oltre il Pnrr. È una sfida complessa, ma è esattamente la direzione in cui vogliamo andare: una comunità che non lascia indietro nessuno e che investe sull’autonomia come forma più alta di inclusione”.
Progettualità personalizzate
Come spiega Lino di Lernia di Oasi: “non si tratta di una semplice soluzione abitativa, ma di un percorso educativo e formativo. La casa diventa un luogo di apprendimento, relazione e crescita, dove allenarsi a gestire la quotidianità, condividere spazi, prendere decisioni, costruire relazioni e consolidare competenze sociali e pratiche, ognuno attraverso i propri tempi e le proprie reazioni. Il modello non è centrato sul posto letto, ma su progettualità personalizzate, flessibili e calibrate sui tempi e sulla prontezza di ciascuna persona”. “Il progetto – ha concluso l'assessore al welfare Anastasie Musumary - guarda al lungo periodo: gli immobili ristrutturati avranno infatti una destinazione d’uso di almeno vent’anni, garantendo continuità agli interventi e permettendo ai territori di ripensare in modo strutturale i servizi rivolti alle persone con disabilità”.