30-04-2019 ore 11:08 | Rubriche - Musica
di Andrea Galvani

Aeham Ahmad, al teatro san Domenico di Crema il canto di pace del popolo siriano

Il pubblico del teatro san Domenico si è emozionato e commosso per l’esibizione a Crema di Aeham Ahmad, noto in tutto il mondo come il pianista di Yarmouk, il campo profughi palestinese alle porte di Damasco. Chi già lo conosceva ha avuto una piacevolissima conferma. Per chi l’ha scoperto per la prima volta è stato un incontro straordinario. L’evento ha reso ancor più elevato il programma delle decine di concerti che quest’anno celebrano i 100 anni di fondazione dell’istituto musicale Folcioni, dando un tocco internazionale e cogliendone in pieno la missione educativa dei giovani.

 

Dar voce al popolo siriano

Come ricordato durante la presentazione dalla giornalista Cristina Marinoni e da Paolo Cella, del consiglio di amministrazione della Fondazione san Domenico, per la qualità musicale ed il suo impegno in favore dei diritti umani, nel 2015 Ahmad ha ricevuto il premio Beethoven. Nel 2016 è stato pubblicato il suo primo album, Music for hope: 18 tracce sulla guerra che sta distruggendo la sua terra. Come lui stesso ha spiegato, il disco “è dedicato al mio popolo, che vuole vivere libero ma non ha alcuna voce”. La sua musica è affascinante, originale e struggente, fatta di classiche radici occidentali e melodie arabe. Ognuno deve impegnarsi perché il linguaggio universale della musica aiuti a costruire un futuro di pace.

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