
Il Moso cremasco ha sempre rappresentato per me e credo per numerosi cremaschi, un’oasi di verde da poter raggiungere in pochi minuti. Un luogo dove lasciarsi trasportare dalla tranquillità e dalla bellezza della natura. Fin da bambino con mio fratello e sotto la guida di mio padre abbiamo imparato a conoscerne gli angoli più intriganti e silenziosi. Ai tempi mio padre lavorava in Ferriera e quando smontava dal primo turno, a partire dalla tarda primavera fino alla fine di settembre, “imbracciava il suo bilancino da pesca, caricava mio fratello sulla canna della bicicletta e con me con la mia biciclettina ci portava nei Mosi a pescare.
Andare per il Moso
Allora, era la metà degli anni Sessanta, andare per il Moso era un momento di socializzazione, durante il quale s’ incontravano pescatori e soprattutto molti contadini; ricordo che mio padre non perdeva occasione per scambiare qualche battuta e si finiva così per conoscere un po’ tutti ed era molto piacevole per noi ragazzi ascoltare quello che i grandi avevano da raccontarsi anche perché ci dava l’occasione per “scroccare” al contadino di turno qualche giretto sul trattore o sul “volta fieno”. Credo che la passione di mio padre per questo luogo e per la natura abbiano contribuito in modo determinante a far crescere in me un senso di appartenenza, di rispetto, quasi di venerazione per il Moso e questa “avventura” nel mondo della flora spontanea e degli insetti del cremasco abbia le sue radici proprio in questo. Con l’avvento delle fotocamere digitali è diventato poi molto più facile documentare in modo sempre più dettagliato le mie escursioni in bicicletta nella campagna ed ho iniziato a raccogliere parecchio materiale fotografico.

Natura del cremasco
Mi è sembrato a questo punto molto interessante riuscire ad identificare le erbe, i fiori, piante, gli uccelli e gli insetti per potere conoscere in modo più approfondito la natura del luogo in cui viviamo e da qui è nata anche l’idea di creare un sito web: www.naturadelcremasco.com. Ho dovuto chiaramente documentarmi ed avvalermi spesso del contributo di internet e dei vari forum di discussione.
Mi sono scoperto sempre più appassionato alla macrofotografia degli insetti, che tutt’ora rappresentano la mia principale fonte di documentazione. La stragrande maggioranza del materiale fotografico è stata catturata nella zona limitrofa al podere Ombrianello e lungo il canale Vacchelli, a dimostrazione ancora una volta della ricchezza naturale e della biodiversità presente sul nostro territorio.
Inizia il viaggio
Per fare un esempio pratico posso dire che sono state identificate ben 18 specie diverse di coccinella, 188 specie di farfalle, 87 specie di ragni, 26 specie di cicaline, più di 300 specie di fiori, eccetera. Questo viaggio che sta per iniziare ci porterà a scoprire proprio alcune fra questi insetti, fiori e altre meraviglie della natura cremasca, cercando di dar risalto in modo semplice e chiaro ad alcune caratteristiche sia scientifiche che naturalistiche e dove sarà possibile anche il legame con la tradizione e i detti popolari.
