Si narra che, se il 29, 30, 31 gennaio farà caldo, la primavera tarderà ad arrivare, se invece farà freddo allora ci aspetterà una bella primavera! Favola, leggenda, saggezza o speranza ? Secoli di storie e tradizioni contadine sono difficili da sottrarre al legame che unisce realtà e leggenda. Da sempre il mondo rurale in questo periodo dell’anno quando la terra riposa, il freddo punge ed il periodo vegetativo degli alberi cessa, è tempo di potature e di riassetto dei filari. Riti e tradizioni diventano realtà e coinvolgono tutti. Ed ecco che specialmente in Lombardia, nel Cremonese e nel Cremasco, si accendono falò accompagnati da canti popolari per auspicare un buon raccolto. Si bruciano i simboli della vecchia stagione in attesa di un’altra festa popolare e religiosa con l’accensione delle candele consacrate, quelle della Candelora, che si celebra il scondo giorno di febbraio. Anche i piatti della cucina tradizionale povera e contadina si rinnovano con ingredienti semplici e genuini come le minestre di riso e verza, zuppe vegetali, polenta e piatti forti come la cassoeula a base di carni di maiale e la sempre presente verza gelata.

I giorni della Merla
Notoriamente questi tre giorni di gennaio sono i più freddi dell’anno ed un’altra e un’antica leggenda narra che a prevedere come sarà la primavera seguente dipende dall’andamento climatico di questi ultimi tre giorni di gennaio; meglio conosciuti come i tre giorni della merla (Turdus merula). Si proprio lei dal piumaggio completamente nero, frequentatrice abituale delle nostre città e dei nostri giardini. Quei giorni così chiamati “i giorni della merla” hanno da sempre alimentato innumerevoli leggende proverbi e storielle. Una sorta di cartina di tornasole, dato che, in base a come si presentava il tempo in quei tre giorni , esperti, saggi e astrologi dell’epoca traevano indicazioni su come sarebbe stato il clima dell’anno.

La favola
Probabilmente gli esperti di allora non sapevano ancora che l’effetto serra, a quei tempi sconosciuto, e lo stravolgimento climatico conseguente, avrebbe provocato enormi ed imprevedibili cambiamenti . Nell’ultimo decennio il clima specie nelle pianure ha dato segni di stravolgimento inimmaginabili con alte temperature anche invernali, assenza di neve, e poche piogge. Ed ecco che i giorni della merla hanno via via perso il loro significato più popolare. Nonostante questi cambiamenti la favola della merla rimane ancora molto attuale. La ricordano i giovani e gli anziani la raccontano i nonni ai più piccini si legge nelle scuole,celebrata dalle istituzioni, ma la storia di quel povero uccellino dal piumaggio bianco candido infreddolito e appollaiato sopra un camino per tre giorni consecutivi assume oggi un significato quasi surreale. Con ciò, non significa che la storiella della merla fosse un storiella tanto frivola e senza significato poiché la merla bianca, che ha ispirato la favola popolare, esiste tutt’ora. Poi , che per effetto dei fumi caldi e carboniosi del camino diventi nera , rimane solo nella favola, una gran bella favola di tradizioni e leggende, una favola immortale testimone del tempo.