29-01-2024 ore 20:32 | Rubriche - Musica
di Annamaria Carioni

San Domenico, i versi immortali di Shakespeare in versione rock nel musical di Max Forleo

“Spero di non aver dissacrato l'opera del grande poeta inglese. Per questo ho tenuto scisse la parte musicale da quella recitata e da quella di ballo. Le mie canzoni sono le emozioni e le confidenze dei personaggi, che andremo a raccontare”. Con queste parole, a sipario ancora chiuso, familiarmente seduto sugli scalini che conducono al palco del san Domenico, Max Forleo invita gli spettatori, presenti a teatro domenica 28 gennaio 2024, a godere della storia che sta per iniziare. Prende avvio così una serata colma di aspettative e di curiosità per una proposta insolita ed accattivante: i versi di Shakespeare in un musical dalle potenti atmosfere rock.


Shakespeare in rock
La pièce teatrale, scritta, diretta e interpretata dal cantautore Max Forleo, si ispira agli avvenimenti narrati nella tetralogia minore del drammaturgo inglese, che racconta le vicende dei due sovrani protagonisti Enrico VI e Riccardo III sullo sfondo della sanguinosa guerra passata alla storia con il nome di guerra delle due rose. Lo spettacolo riassume gli intricati fatti storici dei molti personaggi coinvolti, tra i quali Enrico VIII, Giovanna D'Arco e Lady Grey in un continuo susseguirsi di intrighi, agguati, alleanze e tradimenti. L'opera, già rappresentata al teatro Lirico di Milano, a Legnano e a Varese, approda a Crema per poi proseguire la sua lunga tournèe.

 

La trama
Enrico VI è un dramma storico di William Shakespeare, basato sulla vita del monarca di Inghilterra, che affronta il tema del potere nei suoi aspetti più torbidi e oscuri, descrivendo le logiche spietate, che presiedono alle alleanze, ai tradimenti, alle promesse di fedeltà eterna e ai repentini spergiuri, alle richieste di perdono e di pietà da parte dei vinti ed alla contrapposta sete di vendetta dei vincitori. Sono lotte fratricide, faide di casati nemici, che si contendono il trono e che per ottenerlo sono pronti a tutto. Riccardo III è l'ultima delle quattro opere teatrali, che fanno parte della tetralogia minore di Shakespeare sulla storia inglese, e conclude il racconto drammatico e funesto, iniziato proprio con l'Enrico VI, della cruenta guerra tra le due famiglie dei Lancaster e degli York, recanti rispettivamente sul proprio stemma una rosa bianca ed una rosa rossa. La guerra delle due rose si concluderà con l'estinzione delle linee maschili di entrambi i casati e la definitiva vittoria della famiglia Tudor. 

 

Musica e danza
Lo spettacolo si snoda su piani diversi, che si susseguono con ritmica scansione. Decisamente suggestivi risuonano i brani, eseguiti ed interpretati magistralmente da Forleo con la sua band: la voce del cantautore è ricca di colori, a tratti graffiante, a tratti nostalgica e si sposa perfettamente con le sonorità potenti del rock. I balletti creano pathos, materializzando simbolismi e suggestioni: di forte impatto le sequenze di DNA proiettate sui due schermi appesi a fondo parete, a rappresentare le dinastie, la linea ereditaria del potere, i vincoli di sangue; particolarmente evocativo l'uso di corde rosse a simboleggiare il sangue versato e da brivido la partita a scacchi con la morte. I danzatori riescono a sollecitare la parte emotiva più profonda negli spettatori e a trasmettere le forti passioni, che agitano i protagonisti delle vicende narrate, amplificate dalla poderosa musicalità noir del rock. Le coreografie sono curate ed interpretate da Jessica Aiello, ballerina e attrice per il teatro alla Scala di Milano, nonché protagonista di numerosi musical in scena negli ultimi anni in Italia.

 

La voce narrante
Il progetto, nato dall'idea di Max Forleo, vede la partecipazione come autore dei testi e voce narrante di Riccardo Cicogna, attore milanese dalla fisicità imponente e di grande esperienza attoriale, che ha al suo attivo oltre venti film e una dozzina di serie TV, nei quali ha lavorato con attori internazionali del calibro di Rutger Hauer, Christopher Lambert, il premio Oscar Murray Abraham e Antonio Banderas e che è stato diretto da importanti registi come Marco Tullio Giordana, Michele Placido, Dario Argento e Neri Parenti. A lui il regista affida il compito di riassumere, di volta in volta, le vicende storiche ad uso del pubblico, in una sorta di metateatro, in modo che la complicata trama sia più comprensibile, e di declamare i versi originali della tetralogia shakespeariana, immobile dietro ad un leggio illuminato da un fascio di luce. Si crea così un senso di straniamento, che fa percepire l'opera originale di Shakespeare come lontana, fredda, quasi impersonale e quindi più difficilmente godibile da parte del pubblico in sala.


Il regista
Max Forleo è un cantautore polistrumentista e compositore originario di Milano. La sua carriera artistica inizia quando a soli sette anni impara a suonare con estro la chitarra classica, il pianoforte, la batteria e il basso e a padroneggiare le tecniche del canto. Nel corso degli anni, l'artista mantiene un'intensa attività live con una media di circa 100 spettacoli all'anno, esibendosi in Europa e negli Stati Uniti, arrivando a pubblicare dieci album e a collaborare con importanti musicisti di fama internazionale. Con questa proposta teatrale, che deriva dalla scrittura di una trilogia, realizzata a partire dall'opera di Shakespeare,  l'autore vuole offrire la sua lettura originale di grandi classici, nella moderna veste del musical, dove le canzoni assumono un ruolo di primo piano, dando voce ai personaggi insieme al cast dei ballerini.  Con questo intreccio prende vita un unicum, che proietta lo spettatore in un tempo passato, che si estende verso il futuro, perché le passioni, gli amori, le vendette, le ambizioni sono sentimenti comuni al genere umano dagli albori della storia all'attualità. 

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