
Ricorre oggi, 28 aprile, la Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro. A Cremona, in collaborazione con Ats Val Padana, Inail e Ance Cremona, gli studenti del triennio della scuola edile e del primo anno di corso Its Academy Cantiere dell'arte hanno organizzato un flash mob per ricordare e rinascere, prevenire e avanzare nella tutela dei lavoratori. Come ha ricordato Anna Firmi, direttore della struttura complessa prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro di Ats Val Padana “iniziative come questa aiutano tutta la cittadinanza ad aprire la mente e il cuore su un tema centrale, quello della prevenzione nei luoghi di lavoro”. Non è solo un obbligo, è soprattutto un fenomeno che richiede un impegno sinergico “di tanti attori della nostra comunità”. Prevenzione è educazione, ecco perché è opportuno partire dalle scuole, ma prevenzione è anche consapevolezza. L'Ats nel 2025 ha controllato 2262 imprese sul territorio di competenza di cui 1363 del comparto edile, 380 del comparto agricolo e 133 del comparto metalmeccanica. Al 31 dicembre 2025 si sono registrate 352 indagini per eventi infortunistici, 44 indagini per malattie professionali.
Affrontare e gestire i rischi
L'organizzazione internazionale del lavoro quest'anno focalizza l'attenzione sull'importanza di garantire un ambiente di lavoro salutare per il benessere psicosociale. È un presupposto essenziale per evitare il burnout. “L’ambiente psicosociale di lavoro è definito da come il lavoro è progettato, organizzato e gestito, e dalle pratiche organizzative che determinano le condizioni di lavoro quotidiane. I fattori psicosociali — come il carico di lavoro e l’orario lavorativo, la chiarezza dei ruoli, l’autonomia, il supporto e l’esistenza di processi equi e trasparenti — influenzano fortemente l’esperienza lavorativa e incidono sulla salute, la sicurezza e le prestazioni dei lavoratori. Quando i fattori psicosociali danneggiano i lavoratori, questi fattori diventano rischi che, insieme a quelli fisici, chimici e biologici, devono essere affrontati e gestiti per garantire ambienti di lavoro sicuri e salubri” si legge sul sito istituzionale.
Cremona 'zona rossa'
In occasione della giornata anche il consigliere regionale dem Matteo Piloni ha scritto una lettera al direttore che riportiamo integralmente: “i dati ci ricordano che la Lombardia resta al centro di un’emergenza nazionale: troppe persone perdono la vita o la salute nel tentativo di guadagnarsela. La fotografia scattata dagli ultimi report Inail e dalle analisi dell’Osservatorio Vega Engineering è drammatica. Con 164 vittime nel 2025, la Lombardia si conferma la regione con il più alto numero di incidenti mortali in Italia. Anche la nostra provincia vive una situazione particolarmente grave: è l’unica zona rossa della regione, con un indice di mortalità ben superiore alla media nazionale e un aumento dei decessi da 7 a 13 nell’ultimo anno monitorato. Per fermare questa strage bisogna fare di più, una volta per tutte. La sicurezza sul lavoro e la dignità del lavoro devono diventare una priorità assoluta nell’agenda politica.
'La sicurezza è una scelta politica'
In questi anni, in regione, abbiamo cercato di trasformare l’indignazione in proposte concrete, partendo da un principio chiaro: la sicurezza non è una fatalità, ma una scelta politica. Per questo è necessario smettere di parlare di “morti bianche”, un’espressione che rischia di suggerire inevitabilità, quando invece si tratta di tragedie spesso prevenibili. Servono interventi precisi: rafforzare risorse e personale dedicati alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro; investire sulla formazione e sulla tracciabilità, contrastando il fenomeno degli “attestati facili” e garantendo qualità e trasparenza; introdurre un salario minimo negli appalti regionali, subappalti compresi, per combattere il dumping contrattuale; contrastare lo sfruttamento degli stage promuovendo contratti regolari e tutelati; concentrare l’attenzione sui settori più a rischio – edilizia, agricoltura e metalmeccanica – con una tutela particolare per i lavoratori stranieri; introdurre criteri premiali negli appalti pubblici che valorizzino il rispetto dei contratti collettivi, la sicurezza, la parità di genere e l’occupazione giovanile.
'La prevenzione è un dovere'
Sono proposte in parte già approvate e in parte in discussione, che ora devono essere attuate con determinazione. Non possiamo limitarci al ricordo. La nostra battaglia è per un lavoro dignitoso, per una tecnologia al servizio della sicurezza e una formazione che rappresenti un diritto continuo e non un adempimento formale. La sicurezza è un diritto. La prevenzione è un dovere”.