27-11-2023 ore 20:06 | Rubriche - Costume e società
di Andrea Galvani

‘Siamo liberi con la nostra mente’. L’arteterapia al centro diurno della Benefattori di Crema

“Tra anziani andiam d’accordo, quando non litighiamo per cose banali”. Il silenzio cede velocemente il passo alle chiacchiere, che si trasformano in un piccolo coro. Un commento spezza la circolarità del gruppo, mentre una battuta introduce la corsa felice di una risata. Qual è il colore in cui mi rispecchio di più? Il passo può essere incerto, l’udito non è più quello di un tempo. Ma lo sguardo, quello non mente mai: per quanto docile e dolce, mitigato dalle onde del tempo, offuscato dalla malattia o indebolito dai graffi della malinconia, mantiene il fuoco vivo della curiosità, l’intensità della passione.

 

Narrazione a colori

L’insicurezza iniziale lascia spazio alla gioia della condivisione: come direbbe Borges, “ogni linguaggio è un alfabeto di simboli: il loro uso presuppone un passato che gli interlocutori condividono”. Qual è quindi il colore in cui mi rispecchio di più? E perché ha avuto un’influenza più grande degli altri nella mia vita? L’azzurro, il verde, il rosso. Il mare, i campi, la passione. ‘Narrazione a colori’ è il titolo del corso svolto presso la Fondazione benefattori cremaschi tra maggio e luglio scorsi. Lo raccontiamo per Vivere ancora, il progetto di Cremaonline in collaborazione col centro ricerca Alfredo Galmozzi dedicato alle fragilità nel territorio cremasco.

 

Dove le parole non arrivano

Come spiegano Annalisa Mazzoleni e Gloria Regazzi, rispettivamente direttore socio sanitario e direttore gestionale Rsa, durante il laboratorio viene attivata la memoria sensoriale ed emozionale. L’obiettivo è “sentire e agire in modo più intenso, esplorando le parti più intime”. La solitudine e gli acciacchi della vita troppo spesso allentano legami che parevano indissolubili. Ogni certezza rischia di essere scalfita. “Simbolo naturale della perplessità”, non è scontato né semplice per nessuno ritrovare la via d’uscita dal labirinto della nostra esistenza. L’arteterapia è uno strumento molto potente, sa essere straordinariamente efficace: “raggiunge spazi e profondi e sconosciuti, dove le parole non arrivano”. Consente di “far emergere le parti nascoste e più vere”, rendendo visibile ciò che sembrava invisibile. Qual è quindi il colore in cui mi rispecchio di più? E perché ha avuto un’influenza più grande degli altri nella mia vita? Ora è molto più chiaro: “Siamo liberi con la nostra mente”.

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