27-11-2018 ore 10:30 | Rubriche - Fahrenheit 451
di Giovanni Catelli

Abbecedario Ucraino, Di Pasquale alle origini della lotta di un popolo verso l'indipendenza

Negli ultimi anni, le vicende civili e politiche dell'Ucraina sono state spesso al centro dell'attenzione internazionale: nel 2004 la cosiddetta rivoluzione arancione aveva rappresentato un primo tentativo di modernizzare il paese e avvicinarlo agli standard democratici dell'Unione Europea; nel 2013 la rivoluzione della dignità contro il corrotto regime di Yanukovich, più dolorosa e cruenta, ha occupato a lungo le prime pagine dei giornali: pur ottenendo la rimozione del presidente, ha avuto costi altissimi, con più di cento morti accertati, decine di scomparsi e soprattutto ha scatenato la violenta reazione della Russia, ansiosa di non perdere la propria influenza sul paese; il "paese fratello" ha deciso di occupare manu militari la Crimea e ha generato una guerra civile per procura nel Donbas, inviando mercenari e armi sofisticate per impadronirsi di quei territori e minare l'integrità della nazione ucraina. Le visioni ideologiche, la disinformazione e gli interessi geopolitici in campo hanno fatto sì che sia stato difficile per il pubblico non specialista districarsi tra le varie versioni e interpretazioni degli eventi.

 

Il conflitto del Donbas

Bene ha fatto, dunque, Massimiliano Di Pasquale, esperto viaggiatore e studioso di Ucraina, a raccogliere in un libro la sintesi delle vicende ucraine degli ultimi anni e le radici storiche che le hanno generate. Il libro, Abbecedario ucraino, è strutturato in ordine alfabetico, ed ogni voce illustra in modo esauriente un episodio storico o delinea una figura essenziale della storia recente. L'intento dell'autore è quello di narrare le dolorose vicende degli ultimi anni in modo obiettivo, rivelando ai lettori il vero corso delle cose, depurato dalle interpretazioni tendenziose e dalla enorme propaganda scatenata dalla Russia per confondere l'opinione pubblica e occultare il proprio intervento, che ha inferto all'Ucraina un gravissimo vulnus geografico e causato quasi ventimila morti nel conflitto del Donbas. Dalla lettura del libro si comprende lo sforzo compiuto dalle nuove generazioni ucraine per affrancare il paese da una pesante eredità sovietica, da una mentalità arretrata e da consuetudini di corruzione e incertezza del diritto, che facevano del cittadino un suddito del potere.


La scintilla dell'ultima tragedia

L'avvicinamento all'Unione Europea è stato sempre osteggiato dalla Russia, che secondo le logiche di Yalta ha costantemente considerato l'Ucraina entro la propria rigida sfera d'influenza. La scintilla dell'ultima tragedia è stata scoccata dal presidente filorusso Yanukovich, che ha prima proposto un accordo di associazione economica con l'Unione Europea e poi vi ha rinunciato. Le proteste iniziate sul Maidan Nezalezhnosti, sono poi cresciute in seguito alle violenze della polizia sugli studenti e hanno portato a Euromaidan, all'occupazione permanente della piazza centrale di Kiev e agli scontri sanguinosi del febbraio 2014, con i cecchini del governo che sparavano sulla folla per uccidere e la fuga di Yanukovich in Russia, mentre i suoi partigiani fomentavano il disordine nelle regioni dell'est. La presa della Crimea e l'avvio di una guerra per procura nel Donbas hanno mostrato l'intenzione della Russia di non perdere il controllo sull'Ucraina e il tentativo (non riuscito) di smembrarla, separando così le due anime del paese, quella occidentale idealmente più vicina all'Europa e quella orientale e meridionale più vicina alla Russia. Di Pasquale racconta con lucidità e dovizia di particolari le vicende principali dell'Ucraina a partire dall'indipendenza del 1991 e tratteggia con precisione i profili dei politici e degli oligarchi che hanno avuto in pugno il destino del paese.

 

Un intrico asfissiante

Per comprendere l'atmosfera in cui per anni in Ucraina il potere politico e quello mafioso-finanziario hanno prosperato, decidendo i destini del paese, è emblematico il capitolo dedicato a Rinat Akhmetov, il tycoon che ha fatto scalare all'ex presidente Yanukovich le gerarchie del potere, ne ha tratto beneficio e ha poi collaborato con lui e con il potere russo per consentire la finta sollevazione del Donbas e la sua occupazione da parte dei paramilitari russi. Questo intrico asfissiante, il malaffare politico-oligarchico-mafioso, non è stato ahimé che parzialmente intaccato dalle due rivoluzioni ucraine: il paese ancora attende tempi migliori, una lotta più incisiva contro la corruzione e un consolidamento dell'economia, per non parlare del conflitto in Donbas, ora a bassa intensità, ma pur sempre attivo. Il cammino da compiere sarà ancora lungo e difficile. Per chi voglia comprendere gli avvenimenti in corso, Abbecedario ucraino è un libro indispensabile. Buona lettura.

Oggi al cinema