27-02-2024 ore 18:53 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Lungo le campagne cremasche sulle orme di uno schivo e meraviglioso mammifero: il tasso

Difficile trovare un animale più interessante, sorprendente e pieno di risorse del 'porcellino' nostrano. Il tasso (meles meles) è tra i mammiferi che abitano la campagna cremasca e si tratta del più grande mustelide europeo. Dopo la volpe, risulta essere anche il carnivoro più grande, dotato di un olfatto molto sviluppato, dalle corte orecchie e dalle dimensioni di un piccolo cane. Insieme alla donnola e alla faina conserva abitudini crepuscolari e notturne, per questo è molto difficile da osservare. È un plantigrado come gli orsi, solo le orme, inconfondibili per forma e dimensione impresse sul terreno, determinano la presenza di questo inconfondibile mammifero dalla pelliccia ruvida e grigiastra con la testa solcata da evidenti striature bianche. Nemmeno in presenza di grandi buche scavate sulle ondulazioni del terreno è possibile stabilire con certezza la sua dimora. 

 

L’habitat naturale

L’ abitudine di condividere le tane con altri mammiferi come conigli, istrici e volpi fa di questo mammifero un vero ricercato speciale. La presenza nel cremasco è assai rara e la ricerca delle sue tracce porta a frequentare ambienti caratterizzati da terrazzamenti più o meno evidenti con suoli friabili e con scarso disturbo antropico, aree boscate che si alternano a prati, coltivi, incolti, orti e cascine. Alcuni luoghi del cremasco dove è stata accertata la loro presenza si trovano proprio in corrispondenza di questi elementi caratterizzanti come nei pressi del comune di Camisano, poco lontano da alcuni fontanili, a Romanengo lungo fughe e depressioni dell’argilloso terreno che convergono perpendicolari al corso del Naviglio di Melotta e ancora a Ricengo poco distante dal fiume Serio dentro quel che rimane di un boschetto terrazzato di farnie, robinie e olmi. Fa eccezione uno smarrito tasso che alle prime oscurità è stato visto attraversare rapido una via periferica di Crema, proveniente presumibilmente dalla depressione del Moso.

 

Una specie protetta dalla legge

Documentare la sua presenza e le sue abitudini notturne, necessita di appostamenti ben protetti dove piazzare delle fotocamere trappola e aspettare che nel buio della notte l’animale esca per effettuare consuete scorribande in cerca di cibo. Questo mammifero ama la vita sociale e spesso si aggira in compagnia di altri consimili con i quali divide rifugi e dimore dentro tane scavate nel terreno con più entrate e più uscite proprio per sfuggire ad eventuali attacchi di predatori. Protetto dalla legge 11/02/1992, n.157 è inoltre considerata specie protetta dalla convenzione di Berna (L. 5/8/1981, n.503). Le misure di protezione più efficaci sono offerte dai parchi nazionali, regionali e dalle riserve naturali. Si è dovuto porre leggi a tutela di questa specie dopo che per decenni è stato cacciato e predato con tutti i mezzi possibili per fini alimentari, per la sua pelliccia o per tassidermia, fin quasi a decretarne la parziale estinzione. 

 

La caccia

La stagione di caccia al tasso, con sparo, si apriva dalla seconda metà di agosto o dall'inizio di settembre fino ad ottobre, periodo in cui l’animale raggiunge il massimo peso e contenuto di grasso, in venatoria chiamato tasso porcello (tàs pursèl). Questa attività veniva praticata nelle notti di luna piena. Anche la caccia con le gabbie trappola poste davanti alle tane e con l’aiuto dei cani dava buoni frutti, salvo perdere in combattimento qualche coraggioso cane. Dall’aspetto simpatico e giocoso quasi confidente il tasso nasconde una forza muscolare elevatissima, specie davanti ad un pericolo o una minaccia. I lunghi e potenti artigli e le dimensioni delle zampe anteriori larghe circa 4 centimetri e lunghe 7, sono armi letali e utensili escavatori perfetti. Nonostante queste armi di difesa e la grande capacità di adattamento alle condizioni ambientali e antropiche in pianura la sua presenza si è di molto ridotta. Fortunatamente il livello di protezione e le aree boschive collinari e montane stanno vedendo un buon ritorno di questo splendido mustelide. 

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