26-12-2025 ore 17:26 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Più della volpe può la faina, un socievole animale selvatico che distrugge i pollai di notte

E’ il terrore di chi possiede un pollaio. Più della volpe può la faina (Martes foina). Dal lessico zoologico popolare cremonese fuén/fuì o, marturél. Comunque la si chiami questo piccolo mammifero, poco più grande di un gatto domestico, appartiene alla famiglia dei mustelidi come la puzzola, l’ermellino, la donnola e la martora. Da quest’ultima si distingue principalmente per la macchia golare gialla e poco estesa, bianca e molto allungata nella faina, dalla pelliccia bruno scuro, più chiara nella faina, per il resto sono molto simili quasi indistinguibili. Molto note sono le espressioni popolari legate a questo mustelide come scaltro, furbo o “astuto come una faina”.Terminologie che riprendono esattamente la percezione che si ha di questo animale , simbolo di astuzia e rapacità.

 

Ambienti

La faina è presente un po' ovunque in Italia come in Europa; frequenta gli ambienti più disparati dalla pianura alla montagna, al contrario della martora che non ama molto gli ambienti di pianura anche se, casualmente, nel cremasco nel corso degli anni si hanno notizie della sua interessante ma insolita presenza. Questi animaletti, attivi soprattutto la notte dove in abbandonate cavità e anfratti sono pronti a procurasi il cibo che più li attrae.  Pare proprio che i pollai con il loro contenuto siano la cena preferita, spesso a chilometro zero e senza tanta fatica. Scaltre e astute le faine sono in grado di entrare ovunque, di eludere e superare reti e recinzioni, di muoversi fra tetti di case, fienili e cascine senza farsi scorgere per cogliere di sorpresa galline o conigli.

 

Un socievole animale selvatico

La brutta fama che accompagna la faina nasce dal fatto che in preda ad un delirio di overkill, esagerazione di adrenalina, di fronte a tante prede, cerca di azzannarle tutte una ad una mordendole alla gola, lasciandole sanguinanti a terra e fuggire prima possibile. Il mattino seguente i malcapitati allevatori si trovano davanti ad un desolante ed impressionante campo di battaglia. Tuttavia non sembrano mai sazie ed essendo predatori opportunisti ed onnivori la loro dieta si compone anche di frutti del sottobosco e di miele. Condividono con la volpe lo stesso areale; nei boschi di pianura vicino a zone rurali, lungo le rive di fossi e fiumi, nei parchi a volte anche in quelli cittadini nascondendosi in cavità naturali, ruderi e alberi cavi. Tolto l’aspetto crudele delle sue scorribande la faina risulta essere un animaletto molto piacevole ,la folta pelliccia, quella nobile macchia bianca del sottogola, occhi scuri e furbi dal musetto apparentemente innocente rendono la faina un soggetto simpatico. Se poi la pensiamo intenta ad accudire ed allattare i suoi quattro o cinque cuccioli che partorisce a primavera dentro un caldo nido allora ci appare anche socievole, ma pur sempre e fortunatamente un animale selvatico.

 

Protezione totale

La protezione di questa specie è totale, protetta da leggi nazionali e convenzioni internazionali, è assolutamente vietato catturarla, ucciderla o anche solo disturbarla. Sotto tutela sul finire del novecento rischiava l’estinzione. Spesso veniva catturata da bracconieri con l’utilizzo di trappole infernali o lacci e tagliole per levare di dosso la folta pelliccia ricercata per colore e morbidezza, un'iperbole di crudeltà alla quale, grazie alle protezioni speciali, non dobbiamo più assistere.