26-12-2023 ore 18:28 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Cremasco. Un fatto d’ambiente, l’incontro coi daini: agili, sospettosi ed eleganti in livrea cipria

Il percorso del fiume Oglio che scorre nella bassa pianura bresciana e cremonese segna per lunghi tratti il confine cremasco cremonese con con quello bresciano. Soncino, Genivolta e Azzanello sono i comuni più a est del cremasco dove il fiume è meglio conservato le cui sponde, seguendo la direzione nord- sud, ricordano l’ecosistema originario della foresta planiziale. Qui, una di seguito all’altra, si incontrano ben cinque aree naturalistiche protette e gestite dal Parco Oglio Nord: il bosco dell’Isola , il bosco di Barco, il bosco della Marisca, il bosco dell’isola Uccellanda e le lanche di Azzanello.

 

Corridoi ecologici

Salici, carpini, ontani, farnie, gelsi, tigli e pioppi costituiscono ancora oggi la maggior copertura arborea di questi ambienti perifluviali. Abbondanti fioriture primaverili di campanellino (Leucojum vernum) e anemone dei boschi (Anemonoides nemorosa) ingentiliscono il folto sottobosco in parte ricoperto da una moltitudine di arbusti fruttiferi. Facile comprendere che questa continuità di ambienti crea anche un importante ecosistema unendo fra loro i diversi corridoi ecologici che racchiudono un’importante biodiversità.

 

 

La sorpresa

Una sorpresa però rende curioso questo scorcio di cremasco e cioè la presenza da alcuni anni di uno dei più affascinanti ungulati selvatici: il daino (Dama dama). Chi avrebbe mai pensato che i daini, anticamente originari del Mediterraneo meridionale e dall’Africa nord orientale, avrebbero preso casa sulle sponde dell’Oglio? E che questo cervide, dato per estinto in Italia fra il diciassettesimo e diciannovesimo secolo ora si ritrovi proprio da queste parti? Una spiegazione c’è. Alcune osservazioni avvenute durante gli anni 2016-2017 fanno risalire queste presenze ad una accidentale fuga dalla cattività di alcuni individui dando vita così ad una piccola colonia selvatica, ora divenuta stanziale proprio dentro questi boschi.

 

 

Agile ed elegante

Il daino è un specie alloctona naturalizzata, introdotta ed allevata in Europa e liberata a più riprese per scopi venatori e ornamentali presso dimore aristocratiche. Essendo una specie molto adattabile sopravvive bene nei diversi ambienti preferendo le aree boschive a prevalenza di latifoglie vicino a radure, aree golenali con spiazzi aperti dove si nutre di erba, freschi germogli, foglie, cereali e frutta. Sospettoso, dal fiuto raffinato è tanto abile ed agile nel superare alti steccati e guadare fiumi per riposare nel folto dei boschi. Generalmente notturno o crepuscolare ma che qui nella valle del fiume Oglio e con un poco di fortuna è osservabile anche di giorno.

 

 

Livrea cipria

Infatti alcuni gruppi di daini formati quasi prevalentemente da sole femmine in compagnia di soggetti giovani, sono riscontrabili nei territori di Genivolta e presso le lanche di Azzanello in sponda destra del fiume, a Borgo San Giacomo in sponda sinistra. Parente stretto di caprioli e cervi, come questi anche i daini presentano un dimorfismo sessuale, i maschi sono più grandi delle femmine nel peso e nelle dimensioni. I maschi adulti poi presentano un notevole e caratteristico palco di corna palmate. Indistinguibili invece i giovani daini che con la loro livrea color scuro cipria pomellata di bianco inteneriscono giovani e meno giovani. Una gita da queste parti senza recare disturbo e in compagnia di un buon binocolo è un’esperienza piacevole oltre che interessante.

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