Ad essere onesti, a primo impatto, varcando la porta della nuova stanza Snoezelen allestita presso il centro diurno Lo scricciolo di Fiesco, pare di entrare in un altro mondo. Le luci soffuse, i suoni in sottofondo, le immagini che si alternano. Tutto sembra rallentare. È un invito alla calma, agli antipodi rispetto alla frenesia che caratterizza le nostre giornate e i rapporti interpersonali. Lo spazio piccolo contiene una miriade di stimoli: luci, suoni, movimenti appena accennati, profumi. Si rallenta, ma non ci si ferma mai. Piuttosto, ci si ascolta e si comunica con l'altro anche attraverso il corpo. Si esplora, si sperimenta. Si cambia. Perché l'obiettivo non è spalancare le porte di un altro mondo, ma consentire a tutti di trovare, nel mondo di oggi, la propria condizione di benessere. Non ne esiste una ed una sola. Ne esistono diverse: una a misura di ciascuno. Per star bene alcuni necessitano di calma, altri di spazio per scoprire, altri di momenti per attivarsi. Lo Snoezelen accoglie ogni modo di essere.
Una stanza, un'opportunità
La porta spalancata della stanza è un'opportunità. Per entrare in relazione con l'altro oltre gli stereotipi e le barriere culturali. Il metodo Snoezelen nasce nei Paesi Bassi a partire dagli anni '70 dall'unione di due azioni che caratterizzano ogni essere umano: esplorare (in olandese snuffelen) e sonnecchiare o rilassarsi (in olandese doezlen). Questo approccio viene particolarmente impiegato per creare un contatto non verbale con persone autistiche o con disabilità cognitiva. Mira a creare una relazione empatica aiutando le persone a superare stati di agitazione. Per farlo all'interno di uno spazio sicuro e protetto offre stimoli competitivi rispetto alle stereotipie pervasive, all'isolamento e all'autoreferenzialità.
“Le persone autistiche vivono spesso una condizione di autoreferenzialità. Questo luogo le aiuta a coltivare interessi, entrando in relazione con l'operatore e con microgruppi” ha spiegato la responsabile del centro diurno Licia Pini. “All'interno della stanza non viene richiesto alcuno sforzo cognitivo. La comunicazione è atavica”.
Il dono della Coim
Lo spazio nello storico centro diurno di Fiesco è stato allestito grazie ad una donazione da parte di Coim per un contributo complessivo di 20 mila euro. “Prima, in questa stanza Snoezelen vi erano strumenti creati artigianalmente dagli educatori. Da tempo crediamo in questo metodo, ne abbiamo misurato i benefici sugli utenti e per questo, grazie alla sinergia con Coim, appena ne abbiamo avuto l'occasione abbiamo fatto in modo di poter avere a disposizione tanto materiale multisensoriale di particolare pregio”. L'attività è gestita da educatori appositamente formati in multisensorialità e stimolazione basale.
Stimoli ovunque
Varcata la soglia, gli stimoli non mancano. Il primo impatto è forte. Il buio domina, ma non spaventa. La musica aiuta a distendersi. Il profumo di camomilla e lavanda avvolge in un attimo la piccola stanza. Il letto vibroacustico ad acqua consente alle vibrazioni della musica di raggiungere le membra. L'amaca favorisce il movimento. Una torcia dal fascio di luce nera palesa la fluorescenza degli oggetti. “Nel rapporto con gli utenti, grazie a tutta questa strumentazione, favoriamo la stimolazione somatica, quella vestibolare, del movimento e dell'equilibrio. Ogni incontro dura dai 45 minuti all'ora e viene calato in base alle esigenze, agli interessi e agli obiettivi di ogni utente e di ogni piccolo gruppo” ha spiegato la referente dell'attività Alessandra Bertesago. L'obiettivo è favorire la relazione. Ad aiutare gli operatori anche “una coperta ponderata che simula un abbraccio”.
Uno spazio inclusivo
Il modo più antico che esista per accogliere, per aiutare ciascuno di noi ad abbassare le difese e ad essere liberamente se stessi. “Ci piace pensare che questa sia una stanza realmente inclusiva, pronta ad accogliere il desiderio di ciascuno di rilassarsi, di esplorare, di essere”. Di ciascuno, appunto: “dei 20 utenti che ospitiamo ogni giorno, con cui condividiamo parte del loro progetto di vita, ma anche degli operatori che li accompagnano in questo percorso”. Al partecipato evento di questo pomeriggio erano presenti tutti gli operatori, i famigliari e molti utenti. C'erano anche, in rappresentanza di Coim, la referente delle risorse umane Lara Bernocchi e il rappresentante della Rsu Antonio Martinelli: “siamo felici di aver finanziato questo progetto in collaborazione con la direzione aziendale. Nel corso del 2025 i dipendenti hanno destinato parte degli straordinari a questo progetto: oggi vederlo concretizzato dà la dimostrazione di come quello per l'inclusione sia un impegno collettivo”.
Una storia lunga 30 anni
Un impegno per cui lo Scricciolo si batte quotidianamente da 30 anni: “questa progettualità – hanno concluso Pini e la presidente Teresa Bergami – è un passo avanti ulteriore per rispondere a bisogni sempre più complessi e crescenti. La presa in carico delle persone con disabilità e le loro famiglie oggi richiede competenza, professionalità e formazione costante per generare contesti a misura di ciascuno”. Perché tutto ciò che ci è stato suggerito dall'approccio Snoezelen domani non ci stupisca più, ma ci aiuti a rendere la nostra realtà adeguata al modo di essere e di comunicare di ciascuno.