
Per Nicolò il superpotere ha le sembianze di una calamita per attrarre amici e non essere mai solo. Per Rosy è una forma di superintelligenza utile a trovare la cura per far camminare tutti. C'è poi chi vorrebbe donare la pace nel mondo attraverso la musica. “Ciascuno di noi ha un desiderio ed ha un superpotere. Attraverso Io Supereroe e Dietro ai miei occhi diamo spazio a sguardi nascosti, intimi, essenziali, che non temono il giudizio e si raccontano per ciò che sono”. Sono quelli di persone abituate a guardare il mondo da una prospettiva diversa. “Una persona in sedia a rotelle ha un orizzonte visivo diverso. Le avete mai chiesto come vede il mondo? E come può fotografarlo? Attraverso questo progetto fotografico inclusivo chiediamo alle persone con disabilità di raccontarci la loro visione della realtà”. I fotografi Riccardo Biancato e Monica Antonelli hanno deciso di consumare le suole delle scarpe, girando il nord Italia, alla ricerca di volti da raccontare, sorrisi da immortalare, emozioni da mettere a nudo e professionisti da scoprire.
A caccia di emozioni
“Dietro ai miei occhi nasce come laboratorio di fotografia inclusivo. Facendo una ricerca ci siamo accorti che in Italia sono pochissimi i fotografi professionisti con disabilità. Ci siamo chiesti perché. Le risposte che abbiamo ascoltato sono state diverse”. C'è chi si blocca di fronte ad una foto mossa, storta ed imperfetta. Chi crede che la sua visione parziale non basti. Chi, di fronte ad una macchina fotografica tesa, si mette in gioco senza paura. “Siamo partiti dalla Fondazione Sospiro. Abbiamo incontrato un primo gruppo di giovani autistici e con disabilità intellettiva. Nei vari incontri abbiamo chiesto loro di scattare e poi di farsi ritrarre: hanno raccontato una storia di ritrosia e di timidezza o di sfacciataggine e sorrisi sempre pronti. Hanno raccontato la loro storia. Perché la realtà è questa: oltre le etichette si nascondono vite ed emozioni. Serve solo il coraggio di scovare l'unicità di ciascuno, di guardare oltre, di guardare dentro, di raccontare la meraviglia che si nasconde dietro al pietismo con cui spesso guardiamo le persone con disabilità”.

Bellezza è unicità
In un mondo che vive alla rincorsa di immagini perfette, Monica e Riccardo hanno scelto “la lentezza e la profondità del dialogo. Prima di chiedere ad una persona di scattare, di raccontarci il suo sguardo sulla realtà, vogliamo conoscerla. Ugualmente, prima di scattare un ritratto cerchiamo di entrare in relazione. Le persone non sono solo esteriorità”. Non sono il sorriso storto, la mano rigida, l'occhio semichiuso. Sono i sorrisi che scaturiscono dopo una lunga chiacchierata, sono il gelo che si scioglie dopo aver coltivato fiducia, sono le parole che non si arrestano più dopo aver compreso che c'è qualcuno disposto ad ascoltarle. “Bello è soggettivo”. Non è (solo) un corpo perfetto, ma vuoto. Non sono (solo) le top model leggere come farfalle. “La vera sfida è saper scovare la bellezza che si nasconde nell'unicità di ciascuno di noi. Per farlo serve guardare le persone per ciò che sono nella loro interezza”. La fotografia non tradisce. Riflette la realtà. Da qualunque prospettiva la si guardi.
“Chi ci dice che una foto mossa sia brutta e sbagliata? Magari è solo il modo di una persona di fornirci la sua interpretazione del reale. E, allora, perché non dare spazio a quella visione? Perché non ascoltarla e non valorizzarla? La tecnica non è tutto: ci sono attimi da cogliere ed emozioni che meritano di essere raccontate. Ciascuno lo può fare a modo proprio”.
Supereroi in bianco e nero
Riccardo e Monica scattano in bianco e nero e chiedono ai ragazzi con disabilità coinvolti di fare lo stesso. L'obiettivo è allestire una mostra “varia, eterogenea, inclusiva, ricca di umanità”. “Il bianco e nero è autenticità. Il colore distrae. Solleva l'attenzione dal vero senso degli scatti: un viaggio alla scoperta di noi stessi, delle nostre potenzialità. Da dietro o davanti all'obiettivo. “Io supereroe è una costola di Dietro ai miei occhi. Abbiamo chiesto alle persone con disabilità di raccontare la loro idea di supereroe”. Dando spazio all'immaginazione, sono nati sorrisi reali, pieni di vita, di speranze e di paure, ma anche intrisi di desideri e di realtà. “Perché tutte le persone hanno diritto di sognare, di essere felici. E di scoprirsi un po' tutti supereroi. Senza filtri, senza artifici. Essendo semplicemente se stessi: questa è la vera bellezza”.