22-05-2026 ore 20:39 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

Cure palliative: il sollievo dal dolore è un diritto. Il primario Sergio Defendi lascia l'Asst di Crema

“Prendersi cura di una persona morente è un privilegio concesso a pochi”. Avevamo scelto di titolare così il servizio dedicato alle cure palliative realizzato in epoca Covid. Citando Paul Rousseau, capo del dipartimento di geriatria del Carl T. Hayden Veteran di Phoenix, in Arizona. Perchè ci erano bastate poche parole per capire il volto umano della cura di Sergio Defendi, direttore delle cure palliative di Asst Crema per più di 10 anni. Le parole? Non troppe e mai troppo poche. Quante ne bastano per coltivare legami, per tessere fili invisibili ma solidi, capaci di sostenere ed alleviare anche il dolore della morte o la sofferenza della malattia. Il sorriso, sempre. Rumoroso a volte, silenzioso quando necessario. A chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, Defendi, che è in procinto di salutare Asst Crema per una nuova avventura professionale, ha insegnato l'importanza di esserci. Di stare accanto, in ogni momento. Defendi ha sempre saputo esserci. Con la giusta discrezione ma la certezza di una presenza semplice e competente.

 

Vita in ogni attimo

Quando il diktat, in epoca Covid, era “mantenete la distanza”, lui aveva reso possibile in reparto l'ultimo saluto ai degenti. Riorganizzando l'attività in assoluta sicurezza per familiari, pazienti e operatori sanitari, aveva palesato che la vicinanza e l'empatia non devono essere riservate agli ultimi istanti: fanno parte di noi, del nostro modo di prenderci cura, di essere umani. Fanno parte della vita. Perché, lo ha ripetuto prima di ogni uscita a mezzo stampa: "c'è vita in ogni attimo". E lui, di quella vita, insieme al personale delle cure palliative cremasche, si è sempre preso cura.

 

Il terzo settore

Per l'ospedale di Crema e per l'intero territorio cremasco è stato un riferimento, “un dono” per usare le parole della nuova presidente dell'associazione cure palliative Grazia Terraneo. In questi anni ha intensificato la rete, coordinando la preziosa attività di cura ed assistenza tra le persone malate e curate a domicilio o all'hospice della fondazione Benefattori. Ha valorizzato il ruolo del terzo settore, in particolare dall'associazione Alfio Privitera e dei suoi volontari nella costruzione di una rete di persone capaci di sostenere famigliari e pazienti nei delicati momenti della malattia. Perché il sollievo dal dolore è un diritto. Lo stabilisce la legge, ma Defendi in questi anni ha fatto in modo che fosse una convinzione diffusa in tutto il Cremasco. Insieme il dolore pesa meno e fa meno paura. Il suo sguardo si è focalizzato sul dolore fisico e la sofferenza psicologica. Perchè la malattia colpisce la persona e la famiglia nella sua globalità.

 

Parlare di vita

Ha sostenuto attivamente e continuamente la formazione ed il benessere psicologico degli operatori, con il supporto dell'associazione Privitera. Ha dato un forte impulso allo sviluppo dell'assistenza domiciliare integrata dell'azienda socio sanitaria territoriale di Crema e ha permesso a molti di cambiare prospettiva: ha fatto capire che parlare di cure palliative non significa parlare di morte, significa parlare di vita. In ogni attimo. In questi anni ha realizzato tantissime Giornate del sollievo a Crema. Dai social network ai concerti, passando per le pettorine donate ad ogni operatore sanitario, perché la consapevolezza fosse diffusa il più possibile, fosse patrimonio collettivo, ha scelto di servirsi di linguaggi differenti per veicolare un unico messaggio: sollevare dal dolore della malattia significa migliorare la qualità di vita.

 

La Giornata del sollievo a Crema

Per la sua ultima Giornata del sollievo in terra cremasca, oltre alle iniziative formative dedicate agli operatori per l'implementazione a Crema delle cure palliative pediatriche, ha fortemente voluto un convegno dal titolo Respiro: una giornata di storie di vita delle persone con disabilità e di chi se ne prende cura, organizzato dall'Asst di Crema presso la casa del Pellegrino in collaborazione con l’ambito territoriale sociale e le associazioni della rete OrientAbile. L'appuntamento è per sabato 30 maggio dalle ore 15. Come ha spiegato lo stesso Defendi, “promuovere il sollievo oggi significa agire su più fronti: non solo abbattendo le barriere fisiche e culturali, ma garantendo l’accesso ai servizi e sostenendo concretamente i caregiver e le famiglie”.

 

Il programma dell'evento

Nel corso della giornata interverranno Daniela Martinenghi, presidente dell'associazione Anffas Crema, parlando della qualità di vita nell'accompagnamento al fine vita, mentre Davide Cantoni, consigliere regionale dell'Unione italiana ciechi ed ipovedenti, racconterà la propria esperienza di vita, come esempio di resilienza. Davide, divenuto cieco a seguito dello scoppio di un petardo, si è fatto promotore di svariati progetti inclusivi per le persone con disabilità, a testimonianza di come un profondo cambiamento di vita possa divenire motore di nuove opportunità. Giovanna Barra, dell'associazione Diversabilità, affronterà i corretti sostegni per assicurare alle persone con disabilità e alle loro famiglie una buona qualità di vita. Over Limits evidenzierà il ruolo dell'attività sportiva e del tempo libero nell'elaborazione di un progetto di vita. La giornata si concluderà con i laboratori a cura del personale del progetto Insieme della Casa del pellegrino.

 

Il grazie del territorio

É un evento che racchiude il lavoro di Defendi: essere un ponte, unire persone, realtà e territorio. Ed è proprio dal territorio che sono giunti i ringraziamenti più importanti. La presidente Terraneo ha ricordato come “Defendi per Crema ed il Cremasco non sia stato solo un medico competente, ma una persona sulla quale poter sempre contare in ogni momento”. Il past president Giuliano Paolella ha speso parole di apprezzamento “per la capacità di dialogo e la presenza costante. Ci ha anche indicato la strada per continuare a sviluppare un servizio di qualità: da un lato l'implementazione delle cure palliative pediatriche per accompagnare bambini e genitori in un delicato momento di vita, dall'altro la creazione da parte nostra di una nuova progettualità: il volontariato a domicilio. Finora i nostri volontari erano presenti solo all'hospice, ora ci stiamo muovendo per rendere possibile la loro presenza anche a casa delle persone”.

 

Il futuro

Infine, il sentito ringraziamento della Fondazione benefattori cremaschi e del presidente Gianni Risari per “l'impegno sinergico sempre importante e garantito per il bene della nostra comunità. Al dottor Defendi auguriamo il meglio e lo ringraziamo di vero cuore per la preziosa collaborazione di questi anni”. Da luglio Defendi sarà a capo dei servizi per la domiciliarità e la disabilità dell'Asst di Cremona. A lui il grazie, doveroso, di tutto il territorio cremasco. E l'augurio per un futuro professionale radioso.