22-03-2020 ore 16:31 | Rubriche - Medicina e salute
di Angelo Tagliani

Covid-19, l’emergenza a Crema: ‘Il rispetto delle regole non vanifica il nostro lavoro’

“Claudio Londoni è un medico rivoltano cinquantaquattrenne, che lavora da anni all'ospedale di Crema come gastroenterologo. Anche lui, come gli altri suoi colleghi, in questi momenti difficili sta facendo un lavoro straordinario di cui tutta la comunità cremasca gli è grata”.

 

Com’è la situazione in ospedale?

“La situazione a Crema è come viene presentata da tutti i media, molto impegnativa. Tutti i giorni ci sono ricoveri per positività al covid-19. Ci sono purtroppo decessi ma, grazie a Dio, vediamo che incominciano ad esserci dei dimessi guariti, cosa molto positiva”.

 

Il reparto di gastroenterologia è condizionato dal virus?

“Il mio reparto, come tanti altri, è stato chiuso per far spazio ai malati di Covid-19 ed è aperto solo per le urgenze, stesso discorso per l'endoscopia dove sono sospese le normali attività ambulatoriali e facciamo solo le urgenze”.

 

Come riuscite ad andare avanti a questi ritmi?

“Ti fa andare avanti la voglia di fare il tuo lavoro, l'adrenalina che c'è in ospedale ora a tutti i livelli e il fatto di essere tutti sulla stessa barca. Ovunque ti giri c'è gente che corre e si dà da fare per i pazienti”.

 

La solidarietà dei cremaschi vi aiuta psicologicamente?

“Sì è vero la solidarietà è tanta, dai cartelloni fuori dall'ospedale alla generosità delle persone che ci portano cibo in ospedale, dalle pizze ai dolci; ci fa un enorme piacere e ci danno forza per andare avanti. Speriamo che questo rispetto, che ora ci stiamo meritando, rimanga anche quando questa pandemia sarà finita”.

 

Quanto ci vorrà per vedere la luce in fondo al tunnel?

“Al momento, in effetti, non si vede una gran luce, l'effetto dell'isolamento a cui siamo sottoposti ora speriamo di incominciare a vederlo da settimana prossima, con l'effetto pratico di avere più dimessi che ricoverati. Al momento riusciamo ancora ad assistere e reggere l'impatto di questo numero imponente di ricoverati, ma non all'infinito. Mancano o arrivano con il contagocce indumenti protettivi, mascherine ecc. ma dal governo centrale qualcosa si sta muovendo. Anch'io invito tutti a rimanere a casa, ed il fatto che la popolazione lo stia facendo ci fa molto piacere perché così non vanifica il nostro lavoro”. (Intervista realizzata dal gruppo Pd di Rivolta d’Adda, che ringraziamo per aver acconsentito alla pubblicazione)

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