21-04-2026 ore 20:15 | Rubriche - Musica
di Valentina De Gregorio

This is what you are. Mario Biondi in concerto a Crema per la data zero del tour mondiale

L’attesa è sempre più breve per il ritorno a Crema di Mario Biondi. Il suo tour mondiale, intitolato This is what you are 20th Anniversary, partirà dal teatro san Domenico domenica 3 maggio. Per l’occasione abbiamo avuto l'opportunità di intervistare il grande crooner catanese e scoprire qualche retroscena del suo primo album in lingua italiana, Prova d’autore. Pubblicato lo scorso 10 aprile in occasione dei suoi 20 anni di carriera, esplosa con la hit internazionale This Is What You Are, contenuta in Handful of Soul.

 

Prova d’autore

Trovare un titolo che racchiuda a pieno il senso di un lavoro così complesso non è semplice. Gli abbiamo chiesto cosa rappresenti per lui Prova d’autore: “Avevo urgenza di esprimere questo progetto, al quale stiamo lavorando ormai da tantissimi anni. Essendo poi un album molto personale e molto intimo, nel quale racconto anche le mie fragilità e avendo io scritto tutti i testi e buona parte della musica, mi sembrava giusto rappresentare il progetto come una vera e propria prova d'autore. Quindi è come fosse un quadro, un'opera piuttosto eterogenea: all’interno ci sono vari generi ed atteggiamenti musicali, oltre che varie sonorità”. Venti tracce come venti anni di carriera: una simpatica scelta o una straordinaria coincidenza? “È nata come casuale e l'abbiamo voluta sposare come giusta. Ammetto di essere abbastanza prolifico nelle mie scritture e quando ho fatto presente ai miei collaboratori che c'erano in ballo 19-20 brani, c'è stato un attimino di stress: ho pensato che fosse un po' troppo da digerire. Poi ci siamo guardati e ci siamo detti: questi sono venti brani e noi stiamo festeggiando un ventennale, probabilmente è la cosa giusta da fare. Poi, era più forte di me: quando hai delle opere già pronte e non le fai uscire cominci a soffrire”.

 

Il ritorno a Crema

Biondi è ormai cittadino onorario di Crema. Gli abbiamo chiesto perché abbia scelto proprio la nostra città come data zero del suo tour mondiale: “devo dire che Crema ormai è diventata una sorta di appuntamento fisso, si sta instaurando un rapporto carino e amichevole. Poi la città mi piace molto, la trovo a misura d’uomo, un po' come la città nella quale vivo, Parma: insomma, mi piace questo genere di atmosfere. Sono molto contento di poter condividere questo inizio importante, per me, sia con i cre-maschi che con le cre-femmine. Scherzi a parte, sono contento di poterlo condividere con una città che ci accoglie ormai da diversi anni con un'ospitalità veramente carinissima. Io sono contento di essere di nuovo qui con voi e spero che saranno altrettanto contenti coloro che verranno a questo concerto: condivideremo una serata divertente con novità inedite”.

 

Il primo album interamente in italiano

“Credo di essere sempre io a livello caratteriale e credo che venga sempre rispecchiata la mia personalità. A livello musicale, direi che in qualche momento sono stato vicino al cantautorato, che mi ha indubbiamente condizionato negli anni ‘70 e ‘80, gli anni di formazione principale della mia vita musicale. Indubbiamente la prima cosa diversa che balza all’occhio è che Prova d’autore è il mio primo album interamente in italiano. Malgrado io abbia già fatto incursioni nella lingua italiana negli anni, questo è un progetto completo, è mio, è assolutamente personale”. Ed è proprio il cambio linguistico ad incuriosirci, perché spesso è più facile esprimere le proprie emozioni in una lingua diversa dalla propria lingua madre: può funzionare come uno scudo per le nostre fragilità. Abbiamo chiesto quindi a Biondi come ha vissuto il ritorno all’italiano: “È più diretta l'intimità che raggiungo naturalmente in alcuni temi con la mia lingua madre. Però in linea di base è molto coerente anche con quello che ho espresso negli anni in dischi come If, Beyond, Romantic o Dare: molte cose sono simili, ma ovviamente in una lingua diversa. E indubbiamente gli anni passano e certe cose cambiano”.

 

Musica come cura: il rapporto con il pubblico

Nei testi affronta temi con una forte carica emotiva: l’amore, il dolore, la perdita, la famiglia. Gli abbiamo chiesto se la musica assuma anche una dimensione curativa: “Mi piace questa visione, io la vedo più che altro come condivisione di cose molto simili. C'è anche una canzone di questo progetto che si chiama Simili: credo che ci siano tantissime cose in comune fra noi e che molto spesso non le mettiamo in pratica, però concettualmente siamo tutti molto simili. Nella pratica purtroppo diventiamo un po' carenti: il pragmatismo, l'essere realmente in linea con ciò che pensiamo e diciamo, diventa molto difficile. Credo che l'incontro col pubblico sia un po' il voler condividere e trovare similitudini fra noi esseri umani, magari trovare una linea empatica che ci possa mettere realmente in connessione, non solo a parole. Com'è il mio rapporto col pubblico? Ammetto di ricevere recensioni di una bellezza emozionante. Chi ti ascolta e chi è innamorato della musica, come sono sempre stato io, è di una delicatezza, di una sensibilità incredibile”.

 

La dedica alla famiglia

In questo nuovo album c'è qualche traccia a cui si sente particolarmente legato? “Ogni canzone ha realmente un suo tema, una sua storia; quindi, faccio un po' fatica a delinearne una esclusivamente. Un'altra volta è un brano che ho dedicato ai miei bambini, li vedo ogni volta che l'ascolto o la canto, quindi di conseguenza non posso che essere legato a quella canzone. Lo so è un'altra canzone alla quale sono legato, perché è anche una delle ultime nate di tutto il progetto”. Siamo molto incuriositi dal suo rapporto con i suoi 10 figli e dai valori che vuole trasmetter loro attraverso il suo lavoro: “La musica per me è ed è stata una buona compagna, non mi ha mai tradito. Spero che sia così anche per loro. L'avere acquisito questa riconoscibilità, questo successo, ha creato a volte anche qualche problema, c’è sempre qualcuno pronto a puntualizzare la tua provenienza. Però i miei ragazzi hanno tutti a che fare con la musica, chi come appassionato ascoltatore, chi come artista, uno di loro fa il produttore di musica rap e trap. Tutti hanno studiato: pianoforte, batteria, chitarra, sono comunque tutti in contatto con la musica, a prescindere dalla professione che vorranno fare nella vita”.

 

L’invito agli ascoltatori

Mario Biondi ci saluta rivolgendosi ai suoi ascoltatori e al pubblico che sarà presente alla prima data del tour, con un invito a vivere insieme questo nuovo inizio: “Sarò contento se verrà ascoltato e mi farà molto piacere ricevere dei feedback come quelli che mi stanno arrivando ultimamente, anche sulle piattaforme web. L'affetto e l'attenzione che sto ricevendo mi riempie il cuore, quindi accetterò di buon grado, da parte della città di Crema, che battezzerà questo progetto nuovo, un sano parere affettivo”.