20-07-2026 ore 20:44 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

Fragili e a rischio, gli anziani soffrono di più il caldo. Alla casa di comunità è attivo il cold spot

Non uscire nelle ore più calde, bere almeno un bicchiere d'acqua all'ora, evitare cibi fritti e preferire cibi freschi, semplici da digerire, vivere in ambienti climatizzati non al di sotto dei 25 gradi o con le tapparelle socchiuse, indossare indumenti dai tessuti naturali e dai colori chiari. In caso di esposizione solare non dimenticare un cappellino o un ombrellino da sole. Ormai queste raccomandazioni sono talmente note da apparire banali, vista l'ennesima ondata di calore che ci sta mettendo alla prova in questi giorni. Eppure, come dicevano i latini, repetita iuvant: le cose ripetute giovano.

 

Rischio di disidratazione

Ecco perché questa mattina con la geriatra di Asst Crema Domenica Ghianda, l'attenzione si è focalizzata su come preservare uno stato di benessere nelle persone anziane, nonostante il caldo, tenuto conto delle peculiarità fisiologiche legate all'invecchiamento: “negli anziani la percezione dello stimolo della sete si attenua a causa dell'invecchiamento dei recettori cerebrali. Questo li espone ad un maggiore rischio di disidratazione. Con l'avanzare dell'età per ragioni fisiologiche si perde una maggiore quantità di liquidi e anche la sudorazione è alterata: idratarsi correttamente è necessario per assicurare un'adeguata omeostasi”.

 

Il colpo di calore

A ridursi nelle persone anziane è anche l'autoregolazione della temperatura corporea: “unita alla disidratazione aumenta il rischio di un colpo di calore. I primi sintomi da attenzionare sono la stanchezza, i capogiri, il mal di testa. Sonnolenza, irritabilità e occhi infossati possono suggerire uno stato di disidratazione. Quando la temperatura corporea si alza, si può verificare persino una perdita di coscienza”. In base ai sintomi o a condizioni di salute pregresse che possano essere aggravate dal colpo di calore, è utile rivolgersi ai servizi della assistenziale territoriale: coinvolge Ats Val Padana, Asst Crema e tutti i sindaci del territorio.

 

Il cold spot

Di recente si è arricchita di un nuovo servizio: il cold spot. È attivo nella struttura di via Gramsci dallo scorso 14 luglio e al momento ha accolto, in un ambiente climatizzato e sicuro, alcuni cremaschi che mostravano sintomi lievi legati al caldo, o meglio “bisogni a bassa complessità”: “raccomandiamo– esordisce Ghianda – di rivolgersi al servizio più adeguato in base al proprio bisogno di salute, facendosi consigliare dal proprio medico di assistenza primaria: grazie alla conoscenza della storia clinica dell’assistito, rappresenta il primo punto di riferimento per l’orientamento verso il servizio più idoneo”. Il cold spot costituisce un presidio dedicato alla valutazione e alla gestione dei pazienti con sintomi lievi correlati al caldo, mentre il pronto soccorso continua a garantire la presa in carico delle situazioni che richiedono livelli di assistenza specialistica e di emergenza. Il cold spot è attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20. Si accede liberamente o contattando preventivamente il Numero europeo armonizzato 116117. Come ha evidenziato il direttore generale Alessandro Cominelli: “con l’attivazione del cold spot abbiamo rafforzato la rete dei servizi di prossimità. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire una presa in carico rapida e appropriata delle persone, con particolare attenzione ai soggetti più fragili anche con chiamata attiva, dall’altro contribuire a preservare l’operatività del pronto soccorso, riservandolo ai casi che necessitano di interventi urgenti e ad alta complessità”.

 

Un occhio allo stile di vita

I colpi di calore si possono prevenire, con un occhio attento allo stile di vita. “Idratarsi costantemente è fondamentale, anche in assenza di sete. Meglio se con acqua fresca o a temperatura ambiente. In linea generale è consigliata l'assunzione di 1.5 o due litri di acqua al giorno. Anche la dieta è importante: prediligiamo cibi freschi, leggeri, frutta e verdura. E non lasciamo soli gli anziani in ambienti accaldati. Tapparelle abbassate e stanze fresche assicurano un ambiente favorevole alla salute” I caregiver svolgono un ruolo prezioso nel processo di cura, sono vere e proprie antenne: “ai primi sintomi di malessere legati al caldo, è bene rivolgersi al proprio medico di base per una prima valutazione clinica, anche tenuto conto della storia clinica della persona. In generale, ai caregiver oggi è richiesto di sollecitare costantemente le persone più anziane all'assunzione di liquidi, anche in assenza di sete. Questo oggi è uno dei migliori doni”.