20-06-2022 ore 19:44 | Rubriche - Fatto di ambiente
di Alvaro Dellera

Un fatto d’ambiente. Il volo cremasco della sfinge del gallio, Macroglossum stellatarum

Questo particolare lepidottero che si trova in tutta l’Europa meridionale, in Italia da nord a sud, è conosciuto anche con i nomi di farfalla sfinge, sfinge del gallio o sfinge colibrì, ma il suo vero nome è Macroglossum stellatarum. Tutti i nomi comuni che lo identificano hanno ragion d’essere, in quanto appartengono significativamente alla sua vita biologica, al suo comportamento ed al suo aspetto. Farfalla sfinge: definizione coniata per l’aspetto che assumono i bruchi a riposo, molto simile alla figura della sfinge egiziana. Sfinge del gallio o caglio zolfino, essendo questa una comune pianta erbacea e perenne di color giallo intenso: è la pianta nutrice dei bruchi, in antichità usata per cagliare il latte e fare nutrienti formaggi.

 

La primavera e l’estate

Sfinge colibrì per l’evidente comportamento durante il passaggio sui molteplici fiori che, con la lunga spirotromba nera, sottile ed avvolgibile e la vorticosa velocità delle sue ali si comporta esattamente come i più noti e coloratissimi uccelli del centro sud America, succhiando nettare dal calice dei fiori anche da quelli più complessi da raggiungere. Vola dalla primavera e per l’intera estate su tutti i fiori, raggiungendo anche i terrazzi cittadini dove sono posizionate cassette di gerani, surfinie, buddleja, caprifoglio, gelsomino, petunie e molte altre ancora.

 

I colori

È una farfalla particolarissima, dall’aspetto simile alle falene, pur volando di giorno. Questa caratteristica di farfalla notturna la si nota maggiormente quando il Macroglossum sosta ad ali chiuse per un breve riposo al riparo e ben mimetizzato dalla vegetazione circostante. In volo spiega le sottili ali animate da un movimento veloce simile ad una vibrazione, mettendo in mostra una colorazione rosso aranciata della parte inferiore delle ali e del corpo, mentre l’addome superiore è allargato e piatto, ricoperto da fitti peli grigio verdi con alcuni ciuffi bianchi ai lati e sulla larga ma breve coda. Questa morfologia “aerostatica“ supportata dalla vibrante velocità delle ali gli permette di rimanere per pochi secondi vicino al fiore prescelto e guastare il nettare.

 

La cura del territorio

La sua osservazione risulta abbastanza semplice, essendo una farfalla comune nel nostro territorio. È facile imbattersi in questa bellissima quanto speciale farfalla tra i fiori di un giardino ben curato o di un terrazzo condominiale. Inoltre, la grande varietà di specie prescelte e visitate da questo lepidottero risulta molto utile ed importantissimo per la fecondazione di molte specie di piante, alberi da frutto e fiori. L’importanza degli insetti impollinatori è facilmente intuibile; pertanto tutti insieme difendiamo l’ambiente circostante, a partire dai viali cittadini alle rive di fossi e fiumi della nostra campagna, mantenendo incolti tratti di aree agricole, luogo speciale e utile per arricchire di biodiversità il nostro territorio.

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