20-05-2023 ore 19:16 | Rubriche - Medicina e salute
di Rebecca Ronchi

Crema. Cure palliative, nel convegno in sala Polenghi il racconto dei primi 20 anni di attività

In occasione del ventennale delle cure palliative cremasche, l’unità operativa diretta da Sergio Defendi ha organizzato un convegno in sala Polenghi, moderato da Laura Rigotti. Come riassunto da Ivo Lizzola, docente dell’università di Bergamo, “le cure palliative sono e saranno sempre paradigma di cura, terreno prezioso, traccia da seguire. Aiutano a focalizzare l’attenzione sulla relazione, che è speranza, riconsegnano il valore della vita”.

 

Punto di riferimento

Il servizio cremasco, nato da Luciano Orsi per volontà del direttore generale Diego Maltagliati, “ha accolto persone, storie e famiglie”, rafforzando la propria rete territoriale in collaborazione con le associazione di volontariato. “Il futuro – ha spiegato Defendi – passa dal desiderio di prendersi cura insieme, unendo forze e saperi”. Nata come come equipe operante al domicilio, “è divenuta nel tempo un riferimento per familiari e pazienti”, collaborando con l’hospice della Benefattori. “Nei nostri intenti – ha sottolineato Maltagliati – era un modo per far vivere alle persone malate e alle relative famiglie l’ambiente domestico, lontano dalla dimensione ospedaliera”.

 

Integrazione medica

Oggi la realtà cremasca si occupa di circa 400 persone l’anno, per il 75 per cento malate oncologiche, ma il trattamento viene proposto anche a malati non oncologici, per lo più anziani fragili. I primari di medicina, Giovanni Viganò e di oncologia, Gianluca Tomasello, hanno evidenziato che con l’invecchiamento della popolazione, l’integrazione tra specialisti e palliativisti sarà fondamentale per una “presa in carico puntuale e personalizzata”. Non potrà mancare il coinvolgimento dei medici di base, degli assistenti sociali e delle Rsa, hanno ribadito Piera Bertoglio, direttore sanitario Rsa Vezzoli e Fabio Calvi (medico), insieme all’assistente sociale Mara Canciani.

 

Vasto contributo

In sala Polenghi hanno portato il proprio contributo il vescovo Daniele Gianotti e il direttore generale dell’Asst di Crema, Ida Ramponi, il direttore socio sanitario dell’Ats della Val Padana, Carolina Maffezzoni, la vice sindaco Cinzia Fontana e la presidente della Fondazione benefattori cremaschi, Bianca Baruelli. Durante il convegno è stata approfondita la collaborazione con la Fondazione Floriani e l’associazione Alfio Privitera, mentre Bianca Magni ha raccontato l’esperienza di un caregiver, mentre il punto su quanto è stato fatto e quanto ancora resta da fare, è stato lasciato a Patrizia Borsellino, presidente del Comitato etico di fine vita e ordinario di filosofia del diritto all’università Bicocca. Gli alunni del liceo artistico Munari hanno donato alcune opere ai relatori, mentre il buffet è stato curato dagli studenti di sala bar dell’istituto Cr forma. La giornata si è chiusa sulle note del coro multietnico internazionale di Crema.

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