20-01-2022 ore 16:38 | Rubriche - Costume e società
di Gloria Giavaldi

Caos scuole, i genitori chiedono che venga adottato 'un protocollo unico e razionale'

“Nonostante le continue rassicurazioni del Ministero, il Covid-19 sta creando, in questi giorni, gravi disagi nelle nostre scuole primarie e grande confusione”. A riportare l'attenzione su un tema attuale è Alessandro Baracco, medico specialista in medicina del lavoro. Facendosi portavoce di molti genitori ha inviato una lettera al dirigente scolastico Paolo Carbone e al consigliere regionale Matteo Piloni “affinché si adoperino nelle sedi opportune per stimolare l'adozione da parte delle autorità locali e nazionali di un protocollo unico, univoco, razionale e praticabile”.

 

Antinomie

Il problema secondo Baracco è dato da conflitti tra disposizioni. “Il dl 229/2021 prevede che i bambini guariti da meno di 120 giorni o che abbiano completato il ciclo vaccinale di due dosi, quando siano contatti stretti di un caso positivo (per esempio un genitore), non vadano in quarantena ma si limitino all’adozione della maschera Ffp2 ed alla pratica dell’automonitoraggio”. La circolare “ congiunta dei Ministeri della salute e dell'istruzione dell'otto gennaio 2022” prevede invece maggiori restrizioni: “così, se lo stesso bambino è contatto di un compagno di scuola positivo, scatterà per lui la quarantena: non solo sarà in dad, ma non potrà neppure uscire di casa e, per poter rientrare in classe, dovrà esibire un tampone negativo eseguito dopo la decima giornata. Si tratta di un paradosso logico e di un errore legislativo, che non trova alcuna giustificazione scientifica o di sanità pubblica e che crea grave disagio ai bambini e alle famiglie”.

 

Due casi in classe

“Analogo problema si pone per “la mancata definizione temporale relativa alla presenza di due casi in una classe”. Il legislatore non precisa se “ se i due casi positivi debbano essere contemporanei o, se asincroni, quale sia la distanza di tempo che deve intercorrere tra la comparsa di due casi positivi perché si decida l’attivazione della didattica a distanza per l’intera classe. Ci troviamo di fronte ad un’incertezza legislativa che crea difficoltà ai dirigenti e difformità di comportamento nelle diverse scuole”.

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