19-07-2026 ore 09:50 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

Asst Crema incontra le associazioni: 'i legami si consolidano, la Casa di comunità è il volano'

Consolidare la collaborazione tra Asst, comuni, ambito sociale e realtà del Terzo settore per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni del territorio. Si può riassumere così l'impegno che gli enti hanno rinnovato mercoledì 15 luglio, in occasione del tradizionale incontro annuale presso l'Asst di Crema. Le associazioni che collaborano, a vario titolo, attualmente con l'Azienda sociosanitaria territoriale sono 32: Abio Crema, Associazione cremasca cure palliative Alfio Privitera, Aido Crema, Aism, Alice Odv, Anffas Crema, Associazione Donna Sempre, Associazione Donne contro la Violenza, Auser Crema e del Comprensorio Cremonese, Centro di Aiuto alla Vita, Circolo Acli Crema, Clauns Vip Crema, Consorzio Arcobaleno, Creare Valore, Ergoterapeutica Artigianale Cremasca, Fondazione Alba, Fondazione Benefattori Cremaschi, Fondazione Ospedale Caimi, Forum Provinciale del Terzo Settore, Gruppo Pantelù, I Diritti del Debitore, Igea, LILT – Sezione di Crema e Sezione di Rivolta d’Adda, La Tartaruga, Mai Stati sulla Luna, Noi Crema, Nuovi Orizzonti, Scacco Matto, Sentiero e Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

 

Un percorso lungo tre anni

All'iniziativa hanno preso parte il direttore generale dell'Asst di Crema, Alessandro Cominelli, il direttore sociosanitario Valentina Brunelli, il direttore del distretto cremasco Giuseppe Albini e la responsabile dell'Ufficio relazioni con il pubblico Mariarosa Guerrini. Con loro anche il direttore di Comunità sociale cremasca Davide Vighi. Cominelli, quasi al termine del suo mandato presso l'Asst di Crema, ha voluto ripercorrere il percorso di dialogo condiviso con le associazioni del territorio in questi tre anni: “abbiamo instaurato un dialogo proficuo. Lo scorso anno vi avevamo presentato gli investimenti che l'Asst di Crema sta realizzando sul territorio, con la Centrale operativa territoriale, gli ospedali di comunità e le case di comunità. Oggi condividiamo i primi risultati raggiunti e rinnoviamo questo percorso, rimarcando l’invito a frequentare sempre più assiduamente le case di comunità come luoghi di incontro, partecipazione e collaborazione, dove istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini possano costruire insieme una rete sempre più forte al servizio della comunità”.

 

Integrazione sociosanitaria

Il direttore sociosanitario Valentina Brunelli ha definito “prezioso” il dialogo con le realtà del Terzo settore, “ autentiche sentinelle dei bisogni del territorio. Grazie alla loro presenza capillare riescono a intercettare situazioni di fragilità che spesso emergono prima dell’accesso ai servizi. Per questo vogliamo continuare a promuovere un ascolto attivo e uno spazio di confronto con chi ogni giorno è vicino alle persone, coinvolgendo le associazioni anche nella progettazione dei nuovi percorsi assistenziali, come sta avvenendo, ad esempio, per il progetto Dama”. Il direttore di Comunità sociale cremasca, Davide Vighi ha chiarito il senso profondo dell'integrazione sociosanitaria: “ non è la semplice somma di servizi diversi, ma un metodo di lavoro condiviso. Significa mettere al centro la persona e costruire, attorno ai suoi bisogni, un percorso unitario nel quale l'Asst di Crema,i comuni ed il Terzo settore operano in modo coordinato. La collaborazione con le associazioni è un elemento indispensabile perché rende il sistema più vicino alle persone e più capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità”.

 

Best practices sul territorio

Nel corso della giornata sono state presentate alcune esperienze che testimoniano concretamente il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e Terzo settore. Tra queste il progetto per le dimissioni protette, illustrato dall’assistente sociale Annachiara Roderi. L’iniziativa, che ha visto come capofila la cooperativa accreditata Igea, ha già accompagnato circa 120 persone, sostenendo le dimissioni ospedaliere più complesse e favorendo la continuità assistenziale attraverso il lavoro congiunto di servizi sanitari, servizi sociali e realtà del Terzo settore. Un modello che ha consentito di offrire un supporto concreto alle persone più fragili e alle loro famiglie. Alessandro Panzeri e Attilio Ferla hanno presentato l’esperienza dell’Officina dell’aiuto di Auser. Il servizio, realizzato in collaborazione con la rete delle cure palliative, mette gratuitamente a disposizione ausili quali letti ortopedici, carrozzine, comode, deambulatori, sollevatori e altri strumenti indispensabili per l’assistenza domiciliare, contribuendo a garantire una presa in carico più tempestiva ed efficace delle persone.

 

Il corso di laurea in infermieristica

In chiusura il responsabile del corso di laurea in infermieristica Claudio Prandelli, nel rimarcare l'importante ruolo svolto dall'infermiere nei percorsi assistenziali ha quindi lanciato un appello affinché le associazioni si facciano ambasciatrici sul territorio del corso di laurea in infermieristica, contribuendo a promuoverlo e a trattenere a Crema gli studenti, favorendo così la formazione di professionisti che possano restare e prendersi cura della comunità locale.