18-06-2026 ore 20:19 | Rubriche - Costume e società
di Gloria Giavaldi

Intelligenza artificiale, social network e tanta solitudine, Guarnaccia: 'il digitale ci ha rovinato'

“L'intelligenza artificiale sta diventando un'antagonista della vita umana”. Lo dice così, senza filtri e senza mezzi termini, Ettore Guarnaccia esperto di cybersicurezza, invitato a Crema nell'ambito della nuova edizione dei Manifesti. Ha tracciato un quadro non proprio ottimistico del presente e del prossimo futuro: “l'Ai sta sostituendo lavori, cambiando i processi formativi, diventando il confidente preferito di una generazione che si sente sempre più sola. Con l'Ai la soluzione è pronta, facile, immediata. Non sempre corretta, perché anche l'Ai è fallibile, ma risparmia fatica”. Batte sul tempo, ricerca e si occupa di tutto.

 

Le intelligenze del prossimo futuro

“Entro quest'anno l'intelligenza artificiale verrà sostituita dall'intelligenza generale, che prenderà il posto a tutti gli effetti di un cervello umano. Entro il prossimo anno spazio, invece, alla superintelligenza, molto più di un cervello umano”. L'altra frontiera sarà la combinazione di un computer quantistico e della superintelligenza “un mix progettato con l'obiettivo di controllare il mondo”. Allo stato attuale, le guerre in corso “non si combattono più per il dominio, per la conquista, ma per l'energia. Le nuove povertà, le disuguaglianze ruotano intorno alla tecnologia”. Guarnaccia parla rispetto a questi nuovi strumenti di “seri problemi etici e di sicurezza”, senza dimenticare “i forti impatti ambientali che tutto ciò sta avendo. La continua creazione di data center in tutto il mondo ha portato a consumi energetici sestuplicati nell'ultimo anno”.

 

L'impatto del digitale sulla qualità di vita

“Ci era stato detto che la tecnologia avrebbe migliorato la nostra qualità di vita, ma, dati alla mano, non è così: oggi vediamo giovani sempre più soli e chiusi, rannicchiati, con lo sguardo rivolto allo smartphone”. Testa china “si mostrano sottomessi al digitale”. I genitori, anch'essi nativi digitali, non li aiutano. “Anzi, li educano al fatto che condividere momenti significhi postarli immediatamente su Instagram per avere una reazione, un commento positivo, un'approvazione. Una gratificazione destinata ad esaurirsi in breve”. La tecnologia “ha intermediato le relazioni. I ragazzi oggi si sentono soli perché non vivono relazioni autentiche”. In un mondo che corre sempre più forte non viene dato ai giovani il modo di fermarsi, di pensare per creare, di sviluppare un pensiero autonomo, critico. La noia fa paura, “prima di tutto agli adulti”. “L'Ocse ci dice che un italiano su tre è un analfabeta funzionale. Negli ultimi anni il quoziente intellettivo è in calo, anzi è in caduta libera. Del resto, se non si raggiunge un grado di sviluppo adeguato del linguaggio e di analisi logico critica, non si può avere una capacità di pensiero autonomo”.

 

Nuove dipendenze

Secondo Guarnaccia, vi è una stretta correlazione tra lo sviluppo dei social network e l'aumento del disagio giovanile: “ansia, depressione, bassa autostima, solitudine, pensieri suicidari. E ancora, autolesionismo e disturbi del comportamento alimentare: oggi il 70 per cento dei giovani soffre di questi disturbi. Uno su quattro fa uso di psicofarmaci. Negli ultimi otto anni sono raddoppiate le prescrizioni per giovanissimi. I social network sfruttano gli stessi meccanismi neurologici sottesi alle dipendenze più tradizionali. Quando si configura una dipendenza, non rileva tanto la sostanza, ma lo stato emotivo del soggetto: uno stato emotivo negativo necessita di una gratificazione artificiale che assicura un effetto limitato nel tempo e richiede a stretto giro la reiterazione del gesto. L'uso dei social, al pari di quanto fanno alcune sostanze stupefacenti, stimola la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore naturale responsabile del circuito della ricompensa nel cervello. Al contrario, momenti condivisi, relazioni autentiche, cibo sano favoriscono la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore della calma e del benessere associato a sentimenti di felicità e stabilità emotiva”.