'Riforma assurda', penalisti scioperano 'per evitare lo scempio dei principi costituzionali'

Contro il “processo infinito” voluto dalle ‘novità governative’ e “per evitare lo scempio dei principi costituzionali”, gli avvocati penalisti italiani hanno annunciato due giorni di sciopero – lunedì 17 e martedì 18 dicembre – ed un incontro pubblico a Brescia “per spiegare in modo approfondito le ragioni della protesta” che coinvolge le sezioni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.

 

Assurda ed irrazionale riforma”

In una nota della Camera penale della Lombardia orientale si spiega che “il Governo pretende che la durata dei processi, già oggi poco ragionevole, si dilati per tempi indefiniti e infiniti: dopo la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna, imputati e vittime rimarranno nell’incertezza senza alcun limite di tempo. A questa assurda ed irrazionale riforma, avanti la Commissione giustizia della Camera si sono opposti in modo pressoché compatto avvocati penalisti, Consiglio nazionale forense, docenti universitari e giuristi. Il risultato delle audizioni è stato unanime nel sottolineare molteplici profili di incostituzionalità rilevabili nella riforma, al punto che anche l’Associazione nazionale magistrati, astrattamente favorevole ad una revisione meditata della prescrizione, ha ribadito che alle riforme è necessario arrivare con interventi organici e condivisi sui codici di diritto e procedura penale, senza dimenticare altrettanto necessari investimenti nel comparto giustizia”.


Riforma della prescrizione

Dopo lo sciopero dal 20 al 23 novembre, il Ministro della Giustizia ha proposto uno studio ed un approfondimento condiviso “rendendosi apparentemente disponibile a raccogliere idee e proposte per un intervento organico di riforma legislativa, teso anche a rendere effettivamente ragionevoli i tempi di durata del processo penale. Sorprendentemente, però, mentre di ciò si stava parlando, la proposta di riforma della prescrizione è stata approvata senza alcun ascolto e alcuna condivisione dei suggerimenti e delle proposte formulate da colori quali praticano il processo penale quotidianamente, il tutto con l’ansia di indicare nel gennaio 2020 il momento di entrata in vigore, con vaghi e contraddittori riferimenti ad una precedente e necessaria riforma organica del processo”.


I reali bisogni della Giustizia”

“È mera politica dell’annuncio o è politica pericolosamente timorosa del confronto e del contraddittorio? Sicuramente, annunziare l’allungamento all’infinito dei tempi del processo consente di glissare su quelli che sono i reali bisogni dell’amministrazione della giustizia: investimenti in strutture, in mezzi e in personale. Esistono palazzi di giustizia fatiscenti o che hanno dovuto essere abbandonati: a Bari i processi hanno dovuto essere rinviati nelle tende; gli strumenti a disposizione di molti uffici sono obsoleti ed inadeguati; in molte sedi i giudici non possono celebrare tutti i processi che sarebbero in grado di concludere perché il personale delle cancellerie è in numero insufficiente e non riesce a dedicarsi a tutti gli adempimenti necessari”.

 

Spazza corrotti e decreto sicurezza

Secondo la Camera penale “non è un problema solo di politica o di politica giudiziaria, ma soprattutto di negata giustizia. A ciò si aggiunga che, con analoghe modalità, è stato calendarizzato un disegno di legge denominato “spazza corrotti” disseminato di disarticolati interventi su istituti di diritto penale e processuale, tanto gravi quanto allarmanti da meritare una continua ed elevata attenzione: si pensi alle modifiche della norma sulla legittima difesa, che rendono inverosimile ed illusoria l’eliminazione del requisito essenziale della proporzione fra difesa e offesa, o all’introduzione del “decreto sicurezza” laddove alcune previsioni di dubbio profilo costituzionale rischiano di compromettere diritti fondamentali della persona e ciò - constatiamo amaramente - nell’anniversario dei settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo”.

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