Non è un semplice mal di testa. É “una patologia invisibile” che condiziona la vita di chi ne è affetto. L'emicrania è una malattia neurologica complessa caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea, associata a nausea, ipersensibilità a luce, suoni e odori. Viene oggi definita, anche normativamente parlando, come una patologia sociale. É una malattia di genere: delle quasi sei milioni di persone affette da emicrania in Italia, quattro milioni sono donne. “Ogni diagnosi – racconta il neurologo Luigi Caputi in occasione dell'open day dedicato, promosso dall'Asst di Crema – richiede una presa in carico personalizzata. Prendersi cura di una persona con emicrania non significa limitarsi a curare i sintomi, ma promuovere un approccio di cura multidisciplinare e globale”.
Approccio globale alla persona
Presso l'Asst di Crema alla consulenza neurologica è possibile affiancare una presa in carico psicologica a cura del neuropsicologo. Questa mattina presso la casa di comunità di via Gramsci, al punto informativo era presente anche la neuropsicologa Vanessa Raimondi. L'iniziativa era inserita negli eventi promossi a livello nazionale da Fondazione Onda (Osservatorio per la salute della donna e di genere). “Per assicurare una buona qualità di vita” prosegue Caputi “non basta aver chiara l'entità e le caratteristiche del dolore, occorre avere una panoramica completa delle abitudini di vita del paziente: dal sonno, all'alimentazione, passando per la vita lavorativa e familiare. Condizioni di stress possono incidere sul decorso della patologia. Agire sugli stili di vita di una persona significa agire in ottica preventiva”.
L'attacco emicranico
L'emicrania interessa per lo più le donne in età fertile. L'insorgenza può registrarsi già in età adolescenziale o preadolescenziale. Nello sviluppo della patologia incide fortemente una componente ormonale. L'attacco emicranico non consiste solo nel banale mal di testa. Può essere preceduto da stanchezza, umore depresso, sonnolenza. In alcuni pazienti la cefalea è preceduta dall'aura, caratterizzata per lo più, da sintomi neurologici di tipo visivo. Più raramente alcuni pazienti riferiscono una sensazione di intorpidimento e debolezza a metà del volto o del corpo.
Un trattamento per le forme farmacoresistenti
A Crema le valutazioni ambulatoriali sono circa 200 l'anno. “Garantiamo un'offerta di trattamenti diversificata in base alle esigenze. Dalle terapie farmacologiche adiuvanti a terapie di carattere psicologico, fino allo Sphenocath per la cura delle emicranie farmacoresistenti”. Consiste nel blocco farmacologico del ganglio sfenopalatino, tra i principali responsabile dell’emicrania. La procedura viene eseguita dall’equipe della radiologia interventistica, potendo contare sulla preziosa collaborazione dei neurologi, guidati da Luigi Caputi e della chirurgia vascolare, diretta da Luca Boccalon. Attraverso uno specifico catetere, sotto guida angiografica, i medici procedono alla somministrazione del farmaco che consente un reset del ganglio e la scomparsa dei sintomi. La procedura ha una durata di 15 minuti. Il paziente avverte un fastidio simile a quello che si prova a fare un tampone. Niente di più. Questa procedura viene proposta, con frequenza moderata, solo a pazienti idonei selezionati dalla neurologia, che li avrà precedentemente valutati nell’ambito dell’ambulatorio dedicato alle cefalee.
Comprendere, vivere e spiegare il dolore
La presa in carico psicologica gioca un ruolo rilevante per alimentare la consapevolezza di “un dolore invisibile”. Come spiega la neuropsicologa Vanessa Raimondi: “spesso le pazienti riportano una difficoltà nel vivere il mal di testa: le rende meno produttive ed efficienti e richiede maggiore fatica. Il lavoro di sostegno psicologico consente, da un lato, di dare sfogo al mancato riconoscimento esterno della fatica per una malattia invisibile e, dall'altro, è utile per concedersi un momento di pausa e dare voce a ciò che sta capitando”. Il percorso parte dalla costruzione della consapevolezza di sé, nel dolore: “le pazienti vanno aiutate a comprendere il dolore, a viverlo, ad accoglierlo, senza tensione. Non basta spegnere i sintomi con un farmaco, anche vivere il dolore con minore tensione e reattività contribuisce ad una migliore qualità di vita”.
Emi mind
All'Asst di Crema viene assicurato un percorso psicologico individuale solo per casi specifici. Da tre anni è, invece, attivo un percorso terapeutico di gruppo. Emi mind fonde l'approccio della mindfulness con l'Act ( Acceptance and commitment therapy). Aiuta le pazienti a vivere il momento presente e le educa ad una migliore gestione delle emozioni e dei pensieri negativi per una riduzione dello stress ed il raggiungimento di un miglior stato di benessere psicologico. È previsto anche un incontro di psicoeducazione con il neurologo. Il percorso prenderà avvio in sala Polenghi il prossimo 30 settembre alle ore 16. Si accede solo dopo lo svolgimento della prima visita neurologica ed un colloquio preventivo con il neuropsicologo.