16-07-2026 ore 20:42 | Rubriche - Medicina e salute
di Gloria Giavaldi

La mente soffre il caldo e il disagio giovanile dilaga: Crema attende un polo d'eccellenza

Anche la mente soffre il caldo. La conferma viene da uno studio multicentrico pubblicato su Nature Health, realizzato da Yumning Guo e Shanshan Li, ricercatori della Monash university in Australia. Ha analizzato oltre 2.6 milioni di ospedalizzazioni avvenute durante la stagione calda in 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda tra il 2000 e il 2019. Gli esiti mostrano come le ondate di calore possano aumentare la richiesta di assistenza ospedaliera per riacutizzazioni di ansia e depressione. Il cambiamento climatico influenza la salute mentale su scala globale, amplificando i rischi e lo stress psicologico Secondo lo studio i soggetti maggiormente esposti sono gli anziani e i residenti di aree a bassa densità di popolazione. Quanto affermato trova riscontro anche in Italia, dove in questo periodo crescono i ricoveri e le prestazioni ambulatoriali in ambito psichiatrico, anche nei piccoli centri, come Crema.

 

Anziani a rischio

“Da giugno ad oggi abbiamo riscontrato un notevole aumento delle richieste di presa in carico, tanto in regime di urgenza, quanto in sede ambulatoriale, per ansia, disforia e irritabilità” spiega il direttore del dipartimento di salute mentale dell'Asst di Crema Virginio Salvi. “Le ragioni sono sia biologiche che psicosociali. Durante l'estate le persone fragili si trovano sole più facilmente, magari anche nell'impossibilità, per ragioni economiche, di concedersi una vacanza. La minore socialità ha un forte impatto sulla salute mentale, in particolare in condizioni di pregressa vulnerabilità”. Inoltre, le ondate di calore “riducono la tolleranza allo stress e possono avere un negativo impatto sulla qualità del sonno”. I soggetti maggiormente a rischio sono gli anziani “perché si disidratano con maggiore facilità”. Ciò può avere ripercussioni sui neurotrasmettitori, i “messaggeri” chimici del cervello: se funzionano male ne risentono l'umore, la motivazione, il sonno e l'energia.

 

Disagio giovanile

Meno esposti ad un rischio di disidratazione sono i giovani. Tuttavia, il caldo è deleterio anche per loro. Dilagante di questi tempi è il fenomeno del disagio giovanile: “una vera e propria deriva per gli adolescenti, in particolare per coloro che vivono in condizioni di emarginazione sociale o mostrano difficoltà di integrazione. Se in passato questa emergenza riguardava per lo più le grosse città, ora si sta espandendo anche ai piccoli centri”. Solo a Crema negli ultimi tre mesi si sono registrati due casi di omicidio che hanno visto coinvolti giovani under 26. "Stiamo assistendo ad un'esplosione di aggressività, di rabbia sociale e di violenza, anche alimentata dai social network. Oggi ai ragazzi viene insegnato che il successo è cosa facile: non serve fatica, non serve sforzo. I modelli veicolati attraverso i social network raccontano di persone che riescono nella vita: sono belle e benestanti. Chi non si ritrova in questi ideali e vive sulla propria pelle situazioni di emarginazione e di devianza sociale cova una profonda rabbia che può esplodere”.

 

La crisi del mondo adulto

Ad essere in crisi è anche il mondo adulto. “Stiamo vivendo una crisi generalizzata: gli adulti oggi non riescono più a fornire riferimenti educativi credibili. Non indicano più ai giovani ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”. La strada o la giustizia fai da te, tra pari, restano quindi le vie sbagliate più facilmente percorribili. La responsabilità è collettiva. “Dobbiamo riscoprirci comunità e garantire concretamente occasione di integrazione. Non è facile, ma è necessario. Il sistema sociale deve riscoprirsi tale: servono più welfare, più classi miste, più educazione comune”. Non per annientare la diversità, ma per dialogare nell'ambito della realtà plurale che ci troviamo a vivere: non possiamo negarla, dobbiamo affrontarla, viverla.

 

 

La nuova palazzina per la riabilitazione psichica integrata

La rete dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali a Crema opera in modo integrato, assicurando una costante relazione tra ospedale, territorio e altre realtà pubbliche e del Terzo settore che, a vario titolo, si occupano della presa in carico di persone con fragilità psichiche e psicologiche. A breve le strutture afferenti al Dipartimento della salute mentale dell'Asst di Crema potranno contare anche su nuovi presidi di cura. Verranno assegnati entro il 30 settembre i lavori per la realizzazione della nuova palazzina per la riabilitazione psichica integrata, per un valore complessivo di circa 5.7 milioni di euro. La gara è stata indetta nei giorni scorsi. La nuova palazzina sorgerà in un’area esterna rispetto al presidio ospedaliero di Crema, poco distante dall’attuale piattaforma di atterraggio dell’elisoccorso, in una posizione che consentirà di mantenere un collegamento funzionale con il presidio ospedaliero, garantendo al tempo stesso spazi dedicati adeguati ai percorsi di cura e riabilitazione in ambito psichiatrico.

 

Tutte le innovazioni

La struttura, composta da due edifici per una superficie complessiva di circa duemila metri quadri ospiterà in un edificio su due piani il centro psicosociale, di circa 1300 metri quadri, e nell’altro edificio, sviluppato su un unico piano, di circa 700 metri quadri, il centro diurno e la comunità riabilitativa ad alta assistenza. Il complesso sarà dotato di parcheggi e l’accesso principale avverrà da via Libero comune. Il progetto comprende la realizzazione delle opere edili necessarie ai nuovi edifici e delle relative opere di urbanizzazione primaria, tra cui viabilità, parcheggi, percorsi pedonali e reti tecnologiche. La progettazione degli impianti è orientata all’impiego di tecnologie moderne per garantire ambienti funzionali, confortevoli e sicuri per pazienti e personale. In particolare, il progetto punta ad assicurare elevati standard di comfort ambientale, con attenzione alla qualità dell’aria e al controllo della temperatura e un’elevata efficienza energetica, grazie a sistemi in grado di adattarsi alle condizioni climatiche esterne e ottimizzare i consumi.

 

'La bellezza genera bellezza'

L'obiettivo dichiarato dal direttore generale Alessandro Cominelli è quello di creare “una struttura moderna e funzionale, pensata per rispondere ai bisogni delle persone con fragilità psichiche e delle loro famiglie. Dopo un percorso di approfondimenti tecnici necessario per garantire la qualità dell’opera, siamo pronti a dare concretamente avvio a un progetto che migliorerà in modo significativo l’offerta dei servizi della salute mentale dell'Asst di Crema”. Il direttore del dipartimento Salvi sta attendendo con trepidazione questa innovazione: “il posizionamento delle strutture nelle vicinanze dell'ospedale faciliterà la realizzazione concreta della presa in carico globale della persona con fragilità psichiche e della sua famiglia. Sarà un passo avanti significativo e concreto nell'integrazione tra ospedale e territorio”. Anche la possibilità di prendersi cura del benessere psicologico e psichico in un luogo nuovo e bello “ha la sua importanza”. “Non è il caso di Crema, che può contare su un Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di recente ristrutturato, ma in generale siamo abituati a pensare ai luoghi di cura della salute mentale come a posti brutti, fatiscenti, marginalizzati. Al contrario sappiamo che anche la bellezza e l'umanizzazione dei luoghi di cura hanno un forte impatto sul benessere delle persone”. Da sempre, “bellezza genera bellezza. Poter contare su un bel luogo di cura anche a regime ambulatoriale è un buon punto di partenza per un percorso di successo. Avrà un positivo impatto anche sulla salute degli operatori”.

 

Un polo d'eccellenza

La nuova struttura consentirà anche un ampliamento degli spazi a disposizione, rispetto a quelli attualmente in uso nello stabile di via Medaglie d'oro. “Avremo spazi molto più grandi: questo ci consentirà di mettere a terra più progetti nell'ambito della salute mentale con un maggior numero di operatori. Sarà inoltre previsto un migliore spazio di medicheria dove poter monitorare le persone sottoposte alla somministrazione di farmaci per il tempo necessario. Potranno essere avviate anche fattive collaborazioni con le associazioni del territorio per la presa in carico dei familiari”. Nel quartiere generale di Largo Dossena si attende una struttura capace di coniugare umanizzazione degli spazi, innovazione tecnologica e integrazione sociosanitaria. Ossia un polo di eccellenza. Un luogo dove l'approccio olistico si faccia concreto, affinché il fardello del dolore possa essere meno gravoso perché condiviso ed il cuore e la mente possano sentirsi di nuovo liberi di vivere intensamente e all'unisono. I lavori di incremento del livello di sicurezza antincendio e contestuale ampliamento e ristrutturazione proseguono anche in via Teresine: il presidio sarà destinato ad ospitare il Servizio dipendenze e la neuropsichiatria infantile, oggi collocata nelle sedi di via Sinigaglia e via Meneghezzi.