15-12-2014 ore 14:31 | Rubriche - Costume e società
di La casa sull'albero

Baby and the City. Natale, regali in rosa e azzurro: gli ormoni della Barbie e del calcio balilla nel rispetto della propria indole

Uno dei segnali inequivocabili dell’avvicinarsi del Natale è che le corsie dei grandi magazzini si colorano di rosa, tunnel chilometrici di giochi indistinti e indistinguibili a colpo d’occhio perché l’unica cosa che si riesce a mettere a fuoco nell’ammasso di oggetti sono le cinquanta sfumature di fucsia; a parte poi ci sono i corridoi riservati ai maschi con colori più variegati e tetri. Non c’è possibilità di confondersi, il percorso è obbligato in base al sesso del destinatario del regalo.

 

La consuetudine delle letterine

Tuttavia i più furbi per non perdersi tra un aspirapolvere e un robot armato fino ai denti stilano un elenco prima di uscire di casa: la batteria di pentolini a Michela, il Cicciobello che fa pipì a Beatrice, le costruzioni a Filippo e il trenino elettrico a Giacomo. Tutto secondo consuetudine o secondo le interminabili letterine indirizzate al Polo Nord. Se facciamo un gioco di fantasia e proviamo a proiettare questi bimbi nel futuro vediamo Filippo neo papà alle prese col cambio del pannolino, Michela nel suo studio di architettura, Beatrice macchinista e Giacomo che per non prendere una padellata in testa dalla moglie prende detta padella dal cassettone e si mette a cucinare. Qualcosa non quadra. I bambini e le bambine vengono spesso indirizzati verso giochi da maschi o da femmine secondo una suddivisione tradizionalista dei ruoli domestici e lavorativi che almeno in parte si sta modificando.

 

Gli ormoni della Barbie e del calcio balilla

Al di là della questione sociologica anche sulle presunte preferenze ludiche bisognerebbe interrogarsi. Senza avviare una discussione di lana caprina su quali, quanto e come dna e ormoni facciano la loro parte nel prediligere la Barbie al calcio balilla o viceversa, possiamo chiederci come mai i giochi si differenziano tanto più tra maschi e femmine quanto più questi crescono. Se il sesso è innato, l’identità di genere invece è anche l’insieme di fatti sociali, culturali e psicologici che si legano all’appartenenza ad uno dei due sessi e dunque riguarda anche il modo in cui i bambini vengono stimolati e le reazioni degli adulti alle loro scelte e alle loro manifestazioni di interesse. Questa consapevolezza però non deve essere motivo per limitare e incasellare le loro iniziative di gioco, al contrario deve aiutare a porre attenzione a non inibire la loro libertà di espressione. Con le proprie scelte sessuali e i modelli di genere si confronteranno soprattutto negli anni dell’adolescenza e non sarà l’aver giocato o meno con delle bambole il fattore determinante.

 

Il rispetto della propria indole

Sarà stato invece il modo dei genitori di reagire a scelte non convenzionali a influenzare come si pongono di fronte a questioni così complesse e ad aver insegnato che il benessere dipende dal rispetto della propria indole e non dall’aderenza o meno agli stereotipi che la società impone. Perché una bambina che ama giocare a calcio è considerata un maschiaccio? Perché molti genitori inorridiscono di fronte ad un bambino con lo smalto più che ad un altro che picchia i compagni per sfogare la propria irruenza maschile?

 

Un libro per regalo

Esistono innegabilmente dei modelli maschili e femminili con cui è giusto confrontarsi ma più che sul cosa un uomo e una donna fanno è importante porre l’attenzione sul se e come fanno queste cose in modo diverso. Il miglior regalo che possiamo fare dunque ad un bambino per Natale è la libertà di giocare con ciò che più gli piace e lo fa sentire a suo agio. Se si è deciso di regalare un libro potrebbe essere utile scegliere tra quelli di una collana dedicata a questi temi chiamata Sottosopra della casa editrice Giralangolo, tra cui troviamo Il trattore della nonna (di Roveda-Domeniconi), Il pianeta Stravagante (di Keraval), Una bambola per Alberto (di Zolotow-Delacroix) e altri.

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