Al lupo, al lupo. Viva il lupo e lunga vita al lupo . E’ proprio il caso di ribadirlo. Il 30 aprile scorso si è inaugurata la nuova area predatori del Centro recupero animali selvatici (Cras), presso l’oasi WWF di Valpredina, nelle prealpi bergamasche. La struttura è stata realizzata grazie al contributo straordinario del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. E’ la prima e unica struttura presente in Lombardia per le cure e la riabilitazione di lupi, sciacalli e altri grandi carnivori sempre più minacciati dal bracconaggio o investiti sulle nostre strade. Tre grandi box con accessi comandati a distanza e video sorvegliati 24 ore su 24. Un nuovo ambulatorio ed una grande area aperta protetta e circondata da una folta vegetazione, compongono questa innovativa struttura che si aggiunge a quella ormai storica per il recupero di mammiferi, piccoli uccelli e grandi rapaci.
Un animale schivo
Numerose e qualificate la presenze alla cerimonia inaugurale : oltre al direttore nazionale Oasi WWF Marco Galaverni, Daniela Grande per la Regione Lombardia, Francesca Meriggi (Ersaf) e Simone Angelucci del Parco Nazionale della Maiella. La struttura è stata raccontata nel suo iter autorizzativo dal responsabile del Cras Matteo Mauri e dal direttore sanitario e veterinario Cras Valpredina, il cremasco Luca Cavallari. In Lombardia, riferisce Daniela Grande dell’ufficio struttura natura e biodiversità di regione Lombardia, la presenza del lupo è monitorata fin dal 2019, con 28 unità riproduttive nel 2024 e 36 nel 2025. L’incontro è stato anche l’ occasione per ascoltare come il lupo, specie protetta dalla convenzione di Berna 1979 e successivo declassamento UE 2025, in evidente espansione in Italia, viene oggi percepito dalla popolazione e quali le reali difficoltà a dimostrare la non pericolosità per l’uomo; essendo il lupo un animale schivo che evita in ogni modo il contatto con l’uomo.
Un lupo, più storie
Diverso è il rapporto con gli allevamenti , ma qui il problema deve essere affrontato nei singoli casi specifici e deve essere valutato il contesto dove l’evento si manifesta. È comunque sempre previsto un risarcimento delle perdite subite per gli allevatori. Le conclusioni ricordano lo status del lupo che racchiude in se più storie. Una storia ecologica: il lupo al vertice della catena alimentare con funzioni di regolazione delle altre specie. Una storia culturale e sociale: l’incontro fra l’uomo il lupo e l’ambiente e quella del lupo cattivo; una storia di paura collettiva costruita molto spesso su racconti puramente inventati che arrivano a noi fin dal tardo Medioevo.