
“Uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma — che ho avuto modo di apprezzare in una occasione di studio — suggerisce che l’inquinamento atmosferico, anche a livelli minimi come quelli svedesi, possa favorire l’insorgenza delle malattie del motoneurone e accelerarne il decorso”. La sottolineatura è del medico Agostino Dossena. “Il dato è allarmante per l’Italia e, in particolare, per la Pianura Padana: qui i livelli di particolato superano costantemente le soglie di sicurezza a causa della scarsa ventilazione e dell'alto inquinamento, aggravando il quadro clinico dei circa mille nuovi casi di Sla stimati ogni anno. La ricerca, condotta su pazienti con un’età media di 67 anni, ha evidenziato come alte concentrazioni di PM10 o NO2 siano associate a un maggior rischio di mortalità e alla necessità di ventilazione meccanica invasiva. Le polveri sottili, inoltre, sembrano causare un declino funzionale motorio e respiratorio più rapido dopo la diagnosi. Sebbene sia un’ipotesi ancora da validare definitivamente, i dati suggeriscono che allontanarsi dalle aree più inquinate possa offrire benefici tangibili.
Uno sguardo al Cremasco
Una domanda per i cremaschi: data l'autorevolezza dello studio, perché continuiamo ad anteporre altri interessi alla salute pubblica, che il sindaco avrebbe il compito di tutelare? Un esempio su tutti? Piazza Giovanni XXIII (o San Martino, per i cremaschi doc): durante i giorni di mercato e le festività, la piazza è soffocata da code di auto con motore acceso, in attesa di un improbabile parcheggio . È davvero questa la priorità?