13-11-2020 ore 20:41 | Rubriche - Costume e società
di Gloria Giavaldi

Vittime della strada. L'impegno della polizia stradale per 'fare cultura della sicurezza'

La divisa che indossa è il simbolo di un impegno quotidiano e di una passione che continua a bruciare dentro come il primo giorno. Il vicequestore Federica Deledda, dirigente della polizia stradale di Cremona, si innamora costantemente del suo lavoro. “Mi permette di rendermi utile”. In ogni circostanza. A pochi giorni dalla Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, fissata per domenica 15 novembre, il comandante sa già con quale spirito la celebrerà: “Con lo stesso con cui ogni giorno indosso la divisa e svolgo il mio lavoro. Per me ogni giorno è la giornata del ricordo. Porto sempre nel cuore le vittime e le loro famiglie. Ogni giorno ricordo a me stessa qual è il mio compito, qual è il mio servizio. Domenica non sarà un giorno triste. Sarà il giorno dei valori, il giorno in cui rinnovare l'impegno e la passione”. Quelli che cerca di raccontare anche tra i banchi di scuola. Per fare cultura e costruire la necessaria consapevolezza. Un tassello per volta. “Partiamo dall'asilo perché è lì che devono essere gettate le basi della cultura del rispetto. Non insegniamo ai bambini le norme del codice della strada, ma raccontiamo loro dell'importanza di rispettare il prossimo. É importante che i bimbi, sin da piccoli, ci vedano in divisa, ci assumano come riferimento e capiscano che di noi si possono fidare. Che di noi non devono avere paura”.

 

Icaro e Icarus

L'obiettivo di Icaro, il progetto promosso dalla Polizia stradale, insieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dell'istruzione e alla Fondazione Ania, con il coordinamento scientifico del dipartimento di psicologia dell'Università Sapienza e del Movimento italiano genitori è quello di far capire che “il rispetto delle regole è l'unica strada per tutelare la vita e la sana voglia di divertimento”. Questo quanto riportato sul sito web che descrive la progettualità. “Coinvolge studenti di ogni età” precisa Deledda. Perchè la cultura richiede tempo. “Negli anni è cambiato. Abbiamo affrontato temi diversi”. Dalla distrazione, ai pedoni, fino alla convivenza su strada di varie tipologie di utenti. Cambiano anche le modalità comunicative: “È fondamentale considerare il destinatario del nostro messaggio e comprenderlo per farsi capire”. Il rischio di essere fraintesi è elevato. “In questo – ammette – mi aiuta essere madre. Mi permette di conoscere più da vicino, tanto il mondo dei bambini, quanto quello in continua evoluzione dei giovani”. Oggi Icaro è diventato un progetto europeo, Icarus (Inter-cultural approches for road users safety), che lega 14 paesi dell'Unione Europea. Di recente è stato prodotto anche un film dal titolo Young Europe “usato da noi come attivatore emozionale per affrontare coi giovani il tema della sicurezza stradale ed altri temi ad esso correlati. Si pensi, ad esempio, a quello della dipendenza da social network o da alcol e sostanze stupefacenti”.

 

Sicurezza stradale

Gli ultimi dati Istat del 2019 registrano 172.183 incidenti con lesioni a persone, di cui 3173 morti (entro il trentesimo giorno), 241.384 feriti. Sul territorio nazionale si registrano ogni giorno 9 morti per incidente stradale e 661 feriti. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte dei giovani tra i 15 e i 29 anni. “L'obiettivo del progetto Vision zero, che vorrebbe entro il 2050 zero morti sulle strade, è ancora lontano. Negli ultimi anni non sono stati fatti grossi passi in avanti. Nel 2019 vi è stato un lieve decremento della mortalità su strada, ma non ci possiamo fermare”. Vi sono però alcuni segnali che denotano una maggiore sensibilità collettiva, resa evidente anche da alcune scelte di recente compiute da alcune case automobilistiche. “I sistemi di ausilio alla guida (Adas) saranno obbligatori su tutti i modelli di nuova omologazione dal 2022”. Sui restanti veicoli dal 2024. “La tecnologia può aiutarci ad essere più sicuri, ma resta comunque indispensabile agire sul fattore umano”. Ad oggi, la causa principale di incidente stradale è la distrazione alla guida (15,1%). “ In occasione dei Safety days, organizzati da Roadpol (European roads policing network) , nell'ambito della Settimana della mobilità, abbiamo posto l'attenzione sul fenomeno della distrazione alla guida. Per combatterlo, abbiamo intensificato i controlli in tutta Europa ed attuato questa campagna di sensibilizzazione”. Tra le distrazioni, rientra l'uso del cellulare “non solo per chiamare, ma anche per connettersi ai social o inviare messaggi. È un fenomeno trasversale, non riguarda solo i giovani”. La sicurezza stradale è sostanzialmente una questione culturale, "di scelte e responsabilità", che riguarda tutti. Nessuno escluso.

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