13-03-2024 ore 15:20 | Rubriche - Costume e società
di Giulia Tosoni

Crema. 'Chi ti ama realmente non può volere il tuo male', la testimonianza di Valentina Pitzalis

Se si pensa ai casi di femminicidio in Italia, solitamente è la vittima a morire mentre il carnefice si salva. La narrazione si è invece capovolta per Valentina Pitzalis, nel 2011 il marito l’ha cosparsa di liquido infiammabile per darle fuoco ma fu lui a morire intossicato dai fumi. Valentina ne uscì sfigurata e mutilata. Con la sua “seconda vita” ha deciso di raccontare la sua storia, aiutando le donne italiane a riconoscere fin da subito i primi segnali di violenza. Con grande autoironia, nel pomeriggio di martedì 12 marzo, Valentina ha portato la sua testimonianza nell’incontro “Insieme possiamo cambiare il gioco” organizzato dalla Pallacanestro Crema in collaborazione con l’assessorato alle pari opportunità del comune. 

 

Una storia ‘di non amore’

La direttrice di Fare x bene Ets e moderatrice dell’evento, Giusy Laganà ha posto a Valentina la domanda che è stata il fil rouge dell’intero incontro: “come hai cambiato le regole del gioco?”. “Io le ho cambiate sopravvivendo – ha risposto – non solo fisicamente ma anche moralmente a quello che mi è stato fatto. Sono qui perché vorrei trasmettere con il sorriso la mia storia di ‘non amore’, purtroppo simile a quella di molte altre donne. Racconto la mia esperienza in giro per l’Italia perché quando ero giovane, nessuno mi ha mai informato sull’esistenza di altri tipi di violenza oltre a quella fisica. Quello che è successo a me, altro non è che un gesto disumano compiuto da un uomo”. Proprio sulla disumanità Valentina ha voluto aprire una parentesi importante: “chiunque compie gesti simili non può essere definito ‘bestia’, si deve smettere con la deumanizzazione del carnefice. Sono persone capaci di compiere gesti atroci in nome un un ‘presunto amore’, ma chi ti ama realmente non può volere il tuo male”.

 

 

Serve fare rete

Oltre a Valentina Pitzalis, sul palco sono intervenute l’assessore Emanuela Nichetti, la responsabile marketing di Pallacanestro Crema Lorenza Branchi, l’avvocato Cecilia Gipponi di Rete Co-Tatto, Silvia Morelli dell’area manager di Randstad Italia e la presidente della Fondazione Libellula Debora Moretti. In una tavola rotonda tutta al femminile hanno raccontato cosa ciascuna ha fatto e sta continuando tutt’ora a fare per “cambiare le regole del gioco”. Toccando non solo il tema della violenza fisica, ma anche fenomeni come la situazione di disuguaglianza su lavoro, nota come gender pay gap. Ciò che è uscito da questo dibatti è stata l’importanza di “fare rete” per sensibilizzare fin dalle scuole sul ruolo della donna. 

 

Gli ambasciatori del rispetto

I ragazzi della Pallacanestro Crema, da anni sostengono questa causa indossando nelle gare una maglietta rosa con scritto: “#noviolenzasulledonne”. Come affermato da Lorenza Branchi: “Io non cambio le regole del gioco da sola, lo faccio con la mia squadra. Sono orgogliosa di quello che questi ragazzi fanno fuori e dentro il campo da basket. Con loro organizziamo incontri e discussioni sulla figura della donna. Questi giovani uomini sono ambasciatori del rispetto delle donne”.

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