13-01-2021 ore 15:25 | Rubriche - Medicina e salute
di Sara Valle

Test Hpv: il nuovo programma di screening per le donne che sostituisce il Pap test

Anche a Crema nel 2021 il programma di screening con Pap test verrà sostituito da quello per la ricerca del Dna virale (test Hpv). Nei prossimi tre anni il nuovo protocollo di screening sarà a regime per tutte le oltre 170 mila donne in età target (34-64 anni) di Ats Val Padana. Il nuovo programma è ufficialmente partito lo scorso 22 dicembre presso il consultorio familiare dell’Asst Mantova. Il test Hpv serve per rilevare la presenza di virus Hpv ad alto rischio oncogeno, cioè i virus che possono causare il tumore del collo dell’utero. Lo screening con Hpv è raccomandato dai 33-35 anni in su, perché nelle donne più giovani le infezioni da Hpv sono molto frequenti e nella gran parte dei casi regrediscono spontaneamente. Numerosi studi hanno dimostrato che lo screening con il test Hpv– in sostituzione del Pap test - è più efficace nel trovare le lesioni del collo dell’utero e più protettivo. È sufficiente ripeterlo ogni cinque anni. È stato predisposto anche un sistema informatizzato tra Ats e Asst che consente la registrazione e il tracciamento del percorso dei campioni biologici prelevati per lo screening.

 

'Un momento molto importante'

Come spiega Rosa Rinaldi, direttrice dell’unità operativa di anatomia patologica di Asst Mantova, “In termini pratici per la paziente che si sottopone allo screening Hpv non cambia nulla: l’esecuzione del test avviene tramite prelievo che consiste in una delicata raccolta di cellule dal collo dell’utero in modo simile al Pap test e non è doloroso. Se una donna è invitata a fare lo screening con il test Hpv si sottoporrà ad un unico esame che serve sia per l’Hpv che per il Pap test. Il Pap test però sarà letto solo se il test Hpv sarà positivo, come esame di completamento, in maniera tale da fornire indicazioni utili per i successivi controlli”. Per Emanuela Anghinoni, dirigente dell’unità operativa programmi di screening di popolazione del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats, l’avvio del programma di screening ha rappresentato “un momento molto importante per chi si occupa di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori. Consolida la sinergia tra le due aziende Ats ed Asst, rafforza la rete di collaborazione tra operatori dei servizi e dipartimenti coinvolti e testimonia la forte volontà delle direzioni strategiche di investire nelle azioni di prevenzione. Siamo partiti da Mantova: il modello organizzativo verrà testato nelle prime settimane del nuovo anno e, una volta formato tutto il personale sanitario dedicato, entro la fine di gennaio saranno spediti gli inviti per la popolazione”.

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